• Ep. 24 - Che cosa succede a una società quando le esecuzioni diventano uno spettacolo in streaming?
    Oct 12 2026

    Il supplizio pubblico ritorna in una veste digitale: dalla piazza allo schermo, la morte violenta diventa uno spettacolo da consumare in solitudine. L’annuncio di Pete Hegseth sulla trasmissione in streaming della fucilazione di Nidal Hasan, responsabile dell’uccisione di 13 militari nella base di Fort Hood, riporta al centro una questione cruciale: che cosa accade alla coscienza individuale quando la violenza viene esibita come intrattenimento?

    Non è soltanto una questione di voyeurismo digitale. È il rischio che la spettacolarizzazione della punizione renda familiari e accettabili pratiche incompatibili con i principi della democrazia liberale, normalizzando lo stato di eccezione e ridefinendo il rapporto tra potere, giustizia e diritti.

    Alessandra Libutti, Raffaele Magaldi ed Enrico Marani ne parlano in una conversazione sul ritorno del supplizio pubblico e sui confini che una società democratica non può permettersi di smettere di riconoscere.

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    35 Min.
  • Ep. 23 - FlyDubai, complotto o antisemitismo travestito da analisi? E al Pd chi detta la linea: Schlein o Bettini?
    Oct 5 2026

    Cosa c’è davvero dietro il caso FlyDubai? E perché una vicenda di cronaca finisce rapidamente dentro una narrazione di complotti, Israele e poteri occulti? Dalla geopolitica alla politica italiana, il salto è meno grande di quanto sembri. Nel Pd, infatti, la domanda è un’altra: chi decide la linea? Schlein o Bettini?

    Una conversazione di Alessandra Libutti e Raffaele Magaldi su antisemitismo, propaganda e potere.

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    25 Min.
  • Ep. 22 - La scuola conta gli stranieri, la propaganda russa attraversa l’Europa
    Sep 30 2026

    Due storie, una domanda: sappiamo riconoscere il problema prima di cercare una soluzione? Con Alessandro Tedesco parliamo del tetto del 30% di alunni stranieri per classe: un criterio che non misura ciò che conta davvero, la conoscenza dell’italiano necessaria per seguire le lezioni. Un ragazzo può essere cittadino italiano e non comprenderle; un altro può essere straniero e padroneggiare la lingua. La scuola, sostiene Tedesco, dovrebbe verificare i progressi e garantire un sostegno adeguato. Con Raffaele Magaldi ci spostiamo a Praga, dove un’inchiesta ha ricostruito il lavoro di una troupe legata al canale russo Rybar. Il caso mostra come la propaganda cerchi volti locali per rendere credibili i propri messaggi e pone una domanda sull’efficacia delle sanzioni europee.

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    38 Min.
  • Ep. 21 - Soldi, sondaggi e fondazioni: dentro la macchina invisibile dei partiti - Parte seconda
    Sep 21 2026

    La seconda parte dell’inchiesta allarga lo sguardo dalla rete costruita intorno a Futuro Nazionale alle infrastrutture che sostengono il centrosinistra italiano. Alessandra Libutti e Antonella Silipigni ricostruiscono il ruolo di Social Change e dell’associazione Agenda, i finanziamenti provenienti dalla fondazione svedese Democracy and Pluralism e i servizi offerti a candidati del Partito Democratico e della sinistra. Formazione, campagne digitali, acquisto di spazi pubblicitari e costruzione delle leadership: tutto avviene legalmente, ma attraverso una macchina esterna ai bilanci e alle strutture ufficiali dei partiti.

    Il quadro si allarga poi alla competizione tra reti ideologiche transnazionali nate negli Stati Uniti. Da una parte l’universo progressista legato a Open Society; dall’altra Heritage Foundation, Steve Bannon, Peter Thiel e i tecnocrati della Silicon Valley. Mondi diversi, talvolta attraversati da profonde fratture, che investono da decenni nella selezione delle classi dirigenti, nella produzione delle idee e nel controllo delle infrastrutture tecnologiche. Perché il denaro è soltanto l’innesco: il vero potere sta nelle competenze, nelle relazioni e nelle strutture capaci di continuare a orientare la politica molto tempo dopo che un finanziamento è scomparso dai bilanci.

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    40 Min.
  • Ep. 20 - Soldi, sondaggi e fondazioni: dentro la macchina invisibile dei partiti - Parte prima
    Sep 15 2026

    Non servono più mazzette o finanziamenti consegnati di nascosto: il consenso politico si costruisce attraverso associazioni, fondazioni, centri studi, società demoscopiche, media e reti internazionali che operano spesso nella piena legalità, ma lontano dagli occhi degli elettori. Partendo dall’inchiesta di Channel 4 sui sondaggi commissionati da Reform UK, Alessandra Libutti e Antonella Silipigni ricostruiscono la nuova macchina dei partiti e le sue zone grigie. Al centro di questa prima parte, la struttura cresciuta intorno a Futuro Nazionale di Roberto Vannacci: dal Mondo al Contrario alla Fondazione Generazione Decima, fino ai rapporti con Benjamin Harnwell e Steve Bannon. Una rete politica, finanziaria e mediatica che collega l’Italia al progetto transnazionale della destra populista.

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    40 Min.
  • Ep. 19:Ankara, il vertice che apre la strada alla NATO 3.0
    Jul 20 2026

    Il summit di Ankara non ha prodotto fratture spettacolari né dichiarazioni roboanti, ma ha segnato un passaggio strategico: il ritorno del pragmatismo diplomatico e l’avvio di un riequilibrio dell’Alleanza Atlantica. Il generale Mario Greco analizza il rafforzamento del pilastro europeo della NATO, l’aumento degli investimenti nella sicurezza e nella difesa, il sostegno confermato all’Ucraina e il ruolo crescente dell’Italia e della Turchia nel Mediterraneo. Sullo sfondo resta la sfida decisiva per l’Unione Europea: utilizzare il tempo guadagnato dalla protezione atlantica per riformare i propri processi decisionali e conquistare una reale autonomia strategica. Il vertice di Ankara, dunque, non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di una trasformazione destinata a coinvolgere capacità militari, difesa digitale, industria, ricerca tecnologica e tutela delle infrastrutture e della vita quotidiana dei cittadini europei.

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    36 Min.
  • Ep. 18: Ankara, la NATO e il bivio europeo: più autonomia o irrilevanza
    Jul 5 2026

    Nel nuovo episodio di Spin Off, Raffaele Magaldi dialoga con Mario Greco sul vertice NATO di Ankara e sulla trasformazione dell’Alleanza atlantica in “NATO 3.0”. Al centro: il rafforzamento del pilastro europeo, il sostegno all’Ucraina, il ruolo della Turchia, il nodo della difesa comune e la necessità per l’Europa di diventare un attore strategico credibile senza rompere il legame transatlantico.

    Greco insiste anche sul ruolo dell’Italia, che potrebbe essere ponte naturale tra fianco Est e fianco Sud, protagonista nel Mediterraneo allargato e promotrice di una NATO più europea ma ancora atlantica. Il punto decisivo, però, resta politico: scegliere se assumere responsabilità strategiche o restare prigionieri del tatticismo interno.

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    46 Min.
  • Ep. 17: Starmer sacrificato sull’altare dei sondaggi: il Labour punta sull’incognita Burnham
    Jun 30 2026

    Le dimissioni di Keir Starmer aprono nel Regno Unito una crisi politica anomala e potenzialmente esplosiva. Non un normale passaggio di consegne dentro il partito di maggioranza, ma la sostituzione di un premier eletto su un programma centrista con Andy Burnham, figura popolare ma esterna al governo, non deputato, non coinvolto nel manifesto laburista e priva di una vera continuità politica con l’esecutivo uscente. A pesare sulla caduta di Starmer sono state le dimissioni di ministri chiave, soprattutto nell’area della difesa e della politica estera, cioè il terreno su cui il premier aveva costruito la propria credibilità internazionale.

    Il Labour prova così a salvarsi inseguendo i sondaggi e la pressione mediatica, ma rischia di consegnarsi a una leadership fragile, sostenuta da anime opposte del partito e costretta fin dall’inizio a scegliere tra ritorno blairiano e svolta a sinistra. Sullo sfondo restano la guerra ibrida russa, l’esultanza dell’internazionale sovranista, le difficoltà di Farage e di Reform, e un quadro europeo che perde uno dei protagonisti della Coalition of the Willing proprio mentre Ucraina, Medio Oriente, riarmo europeo e rapporti con Trump richiederebbero stabilità e iniziativa. Burnham può arrivare a Downing Street, ma senza mandato e senza una linea chiara rischia di trasformare il “salvatore del Labour” nel detonatore della prossima crisi britannica.

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    36 Min.