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Brand Di Design

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Über diesen Titel

Dalla Rivoluzione Industriale a oggi vediamo come il design ha plasmato il mondo che tocchiamo. In 'Brand Di Design', esploriamo l’evoluzione di questa disciplina nata tra le fabbriche dell’800, dove tecnologia e società hanno incontrato l’estetica. Scopriremo insieme come i grandi brand creano oggetti iconici, trasformando bisogni in bellezza e funzionalità in emozione. Non è solo ingegneria: è l’arte di dar forma al futuro, equilibrio tra forma e funzione che definisce la nostra cultura materiale. Pronto a innamorarti della materia che ci circonda? Accompagnaci nel nostro viaggio!Luca Vergani Kunst
  • EP.72 ROBIN DAY influente designer britannico
    Feb 23 2026

    Ciao! Oggi vi racconteremo la storia di Robin Day, un gigante del design britannico, la cui influenza si fa sentire ancora oggi.

    Nato nel 1915 a High Wycombe, Buckinghamshire, in Inghilterra, il percorso di Robin Day nel mondo del design iniziò con una borsa di studio al Royal College of Art di Londra nel 1935, dove si laureò nel 1938. La sua carriera professionale prese slancio nel 1948, quando aprì uno studio in collaborazione con sua moglie, Lucienne Conradi, una rinomata designer tessile. Nello stesso anno, la sua innovazione fu premiata: Day vinse il primo premio, insieme a Clive Latimer, per il design di contenitori in legno e tubolare metallico all'International Competition for Low-Cost Furniture Design, tenuta al Museum of Modern Art di New York. Questo riconoscimento precoce sottolineò il suo talento come designer industriale, di mostre e grafico freelance.

    Il successo di New York aprì a Day nuove importanti opportunità. Subito dopo, ricevette una commissione da Hille International per il design di mobili in stile modernista destinati alla British Industry Fair del 1949. La sua collaborazione con Hille si approfondì: nel 1950, Day non solo realizzò l'intera corporate identity dell'azienda, ma ne divenne anche il capo designer, pur continuando a offrire la sua consulenza a importanti realtà come John Lewis.

    Ma è con un'opera specifica che Robin Day ha lasciato un segno indelebile nella storia del design: la sedia sovrapponibile Polyprop. Progettata tra il 1962 e il 1963, questa sedia stampata a iniezione fu tra i primi mobili a sfruttare appieno il potenziale delle termoplastiche nella produzione in serie. Sebbene certamente ispirata dalle precedenti sedie di Charles e Ray Eames, la Polyprop godette di un successo di vendite superiore, principalmente perché il metodo di produzione adottato permise di abbattere significativamente i costi. Sviluppata come un vero e proprio "seating system" con due tipi di gusci (a poltrona e con braccioli) e un'ampia varietà di basi intercambiabili, la Polyprop si è diffusa negli ambienti più disparati, dalle scuole alle chiese, fino agli stadi e agli aeroporti. Il suo successo è tale che, dal 1963, ne sono state vendute oltre 14 milioni di unità, rendendola uno dei design di maggiore successo e diffusione del XX secolo.

    Robin Day credeva fermamente che "la qualità del design è importante per il benessere dell'umanità", una filosofia che ha guidato tutta la sua prolifica carriera e che traspare in ogni sua creazione.

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    6 Min.
  • EP.71 HUMPHREY DAVY Vita e Invenzioni
    Feb 20 2026

    Benvenuti all'episodio di oggi, dedicato a una figura luminosa della scienza: Humphrey Davy. Nato a Penzance, Inghilterra, nel 1778, e scomparso a Ginevra, Svizzera, nel 1829, Davy iniziò il suo percorso nel 1796 come apprendista presso un farmacista-chirurgo, sperando un giorno di dedicarsi alla medicina. Ma la sua vera passione lo spinse presto ad aprire un laboratorio personale già nel 1797, dove si dedicò agli esperimenti sul protossido d'azoto, il famoso "gas esilarante".

    Nel 1798, la sua carriera prese il volo quando divenne chimico soprintendente alla Pneumatic Institution di Clifton. Qui, le sue ricerche si concentrarono sulla natura terapeutica dei vari gas, in particolare sui composti dell'azoto. Fece nel frattempo diverse notevoli scoperte scientifiche: l'isolamento del sodio e del potassio, la scoperta che la produzione di elettricità tramite semplici celle elettrolitiche avviene per azione chimica e che essa avviene tra sostanze di carica opposta.

    Tuttavia, fu un'invenzione pratica a garantirgli grande fama e prestigio: il design di una lampada per minatori. In un'epoca in cui i minatori avevano sempre usato candele o altre forme di illuminazione a fiamme aperte, che in miniere profonde potevano innescare l'accensione del gas detto "grisou" con risultati disastrosi (agli inizi del XIX secolo circa 100 persone erano morte in questo modo), la Society for Preventing Accidents di Coal Mines decise di chiedere a Davy di progettare una lampada di sicurezza. La sua geniale lampada era provvista di uno stoppino collegato a una riserva di petrolio e da un camino di reticella metallica a due strati per circondare e confinare la fiamma e asportare il calore della fiamma. Questo capolavoro ingegneristico gli valse il titolo di cavaliere nel 1818 e la medaglia d'oro della Royal Society nel 1826, cementando il suo posto nella storia come innovatore e salvatore di vite.

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  • EP.70 DANESE MILANO il Design Italiano
    Feb 16 2026

    Benvenuti a questo episodio, dove vi portiamo nel cuore del design italiano per scoprire Danese, un nome che evoca bellezza, ingegno e innovazione duratura.

    Fondata a Milano nel 1957 da Bruno Danese e Jacqueline Vodoz, l'azienda nacque con l'intento di produrre oggetti in plastica, ma si distinse fin da subito per la sua incrollabile dedizione al design di alta qualità, affidandosi a designer freelance di spicco. Tra i suoi primi capolavori, ricordiamo l'iconico vassoio Cubo del 1957 di Bruno Munari, realizzato in melammina e alluminio anodizzato, e l'originale cestino per rifiuti In Attesa di Enzo Mari, celebre per la sua forma inclinata pensata per "fare canestro" con i rifiuti.

    Già nel 1959, Edizioni Danese si avventurava nella ricerca pubblicando studi sui "fenomeni della percezione visiva". Negli anni '60, l'azienda consolidò la sua reputazione, diventando sinonimo di una perfetta fusione tra funzionalismo e l'inconfondibile eleganza dello stile italiano. Ne sono un esempio lampante i calendari "indistruttibili" di Mari: il Formosa del 1963 e il Timor del 1967. Enzo Mari ha curato la maggior parte delle creazioni Danese, ma il catalogo vanta contributi anche da talenti come Bruno Munari, Kuno Prey, Angelo Mangiarotti e Marco Ferreri.

    Nel 1994, Danese è entrata a far parte di Alias, un prestigioso fabbricante di mobili, continuando il suo percorso di ricerca anticonformista in collaborazione con il Centro di Ricerca della Domus Academy di Milano. I prodotti Danese sono molto più che semplici oggetti: sono "oggetti pieni di bellezza e di spirito", che fungono da "guardiani della nobile storia e tradizione del design italiano". Incarnano la filosofia aziendale che ha sempre visto il design come il "portavoce di valori duraturi e nel contempo innovativi".

    Unisciti a noi per esplorare l'eredità di Danese, dove ogni pezzo racconta una storia di design senza tempo.

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    6 Min.
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