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  • EP.121 WALTER GROPIUS Architetto e Padre della Bauhaus
    Aug 14 2026

    Benvenuti! Oggi vi portiamo nel mondo di Walter Gropius, una figura iconica nata a Berlino nel 1883 e scomparsa a Boston nel 1969.

    Gropius, dopo aver studiato architettura alla Technische Hochschule di Monaco e a Berlino, ha iniziato la sua carriera nello studio berlinese di Peter Behrens dal 1908 al 1910, dove si è distinto nella progettazione di uffici e mobili. Nel 1910 ha aperto il suo studio con Adolf Meyer ed è diventato un membro influente del Deutscher Werkbund. Inizialmente, Gropius si oppose alla standardizzazione, ma in seguito accettò la necessità di un approccio industriale al design, influenzato dai successi di Henry Ford e dalle devastazioni della Prima Guerra Mondiale, abbracciando così la modernizzazione della società.

    Questa visione lo ha portato a fondare la celebre Staatliches Bauhaus a Weimar nel 1919, unendo due scuole d'arte. Lo scopo era unificare le arti e "fornire servizi di consulenza artistica a industria, commercio e artigianato". Come direttore della Bauhaus dal 1919 al 1928, Gropius ha innovato, promuovendo la nascita di laboratori guidati da "maestri" e realizzando molti mobili dipinti di bianco e accessori metallici per porte insieme a Adolf Meyer, oltre a una casa prefabbricata per la tenuta Weißenhofsiedlung costruita come parte della mostra del Werkbund "Die Wohnung" del 1927.

    Le sue architetture riflettono questa evoluzione: dalla fabbrica Fagus del 1911, che colpì molti per un innovativo muro sospeso sostenuto dagli elementi verticali dell'edificio, alla fabbrica modello in acciaio e vetro per la mostra del Deutscher Werkbund tenuta a Colonia nel 1914. Quando nel 1925 la Bauhaus si è trasferita a Dessau, i nuovi edifici da lui progettati per questo scopo hanno segnato un decisivo spostamento verso la modernità industriale della scuola.

    La sua influenza si è estesa oltre la Germania. Nel 1934, Gropius si è trasferito a Londra, dove ha lavorato in società con l'architetto E. Maxwell Fry fino al 1937. A Londra ha anche lavorato per la Isokon, azienda di Jack Pritchard, della quale è stato nominato controllore del design nel 1936. Un anno dopo, nel 1937, ha emigrato negli Stati Uniti e è diventato professore di architettura alla Harvard University. Walter Gropius è riconosciuto come uno dei maggiori esponenti del Modern Movement e uno dei più influenti educatori del XX secolo nel campo del disegno industriale. Ascolta per scoprire come ha plasmato il futuro del design e dell'architettura.

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  • EP.120 THE GREAT EXHIBITION la Genesi e l'impatto
    Aug 10 2026

    Ciao a tutti e benvenuti al nostro podcast! Oggi facciamo un salto indietro nel tempo, precisamente al 1851, per rivivere un evento che ha segnato un'epoca: la Grande Esposizione di Londra.

    Immaginate un'Inghilterra in cui il design industriale britannico era dato per superato dalle nazioni europee. È qui che entrano in scena figure chiave come il Principe Alberto, marito della Regina Vittoria, e Henry Cole, un instancabile promotore di riforme nel campo del design. Il loro sogno? Avvicinare l'arte alla produzione industriale e rilanciare la Society of Arts attraverso mostre sul design. Quando i loro sforzi iniziali non portarono i risultati sperati, decisero di osare in grande: organizzare una fiera internazionale con un triplice obiettivo: "esposizione, competizione e incoraggiamento".

    E quale luogo migliore per ospitare una tale ambizione se non una struttura che era essa stessa un'opera d'arte e ingegneria? Parliamo del celebre Crystal Palace. Progettato da Joseph Paxton, soprintendente ai giardini, questa enorme "casa di vetro" era un capolavoro di prefabbricazione industriale. Con i suoi 10 milioni di metri cubici di spazio, occupava circa 10 ettari a Hyde Park e inglobava persino gli alberi del parco! Fu un'attrazione eccezionale e innovativa, tanto da diventare l'emblema dell'evento stesso, ribattezzato "Great Exhibition of the Industry of All Nations".

    La mostra accolse oltre 14.000 espositori, di cui circa la metà proveniva dall'estero. Il pubblico rimase affascinato da macchine industriali imponenti come presse idrauliche e motori a vapore, ma anche da innumerevoli articoli per la casa: mobili, vetri, ceramiche e oggetti metallici. Tuttavia, c'era un dettaglio che turbava non poco gli organizzatori: la strabordante abbondanza di decorazioni superflue. Ogni oggetto, dalle forbici alle carrozze, era incrostato di ornamenti ispirati a stili disparati – dal greco all'egiziano, dal rococò al celtico, fino al "mondo vegetale". Quella che nelle intenzioni doveva essere una "lezione di gusto" si trasformò, con grande disappunto di Alberto e Cole, in una celebrazione dell'eccesso decorativo.

    Nonostante questo, l'Esposizione fu un successo strepitoso, attirando oltre sei milioni di visitatori e dimostrandosi un trionfo economico e politico. Il suo impatto fu duraturo: molti dei prodotti esposti finirono per costituire la collezione iniziale per l'insegnamento del design, gettando le basi di quello che sarebbe diventato il Victoria & Albert Museum. E il Crystal Palace? Dopo l'evento, tra il 1852 e il 1854, venne smontato e ricostruito, con qualche modifica, a Sydenham Hill, a sud di Londra, dove rimase fino a quando fu distrutto da un incendio nel 1936.

    Un evento che, nonostante le sue contraddizioni, ha lasciato un'eredità indelebile nella storia del design e dell'industria. Grazie per averci seguito, al prossimo episodio!

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  • EP.119 KENNETH GRANGE Icona del Design Britannico
    Aug 7 2026

    Benvenuti all'episodio dedicato a Kenneth Grange, una vera e propria icona del design britannico del XX secolo. Nato a Londra nel 1929, Grange ha plasmato oggetti che fanno parte della nostra vita quotidiana, dagli elettrodomestici ai trasporti pubblici, definendo lo stile di un'intera era.

    Il suo percorso professionale inizia con gli studi alla Willesden School of Arts & Crafts e in illustrazione tecnica, per poi portarlo ad aprire il suo studio a Londra nel 1958. La sua genialità si manifestò precocemente, come nel 1960, quando riprogettò il Kenwood Chef in soli quattro giorni, ispirandosi ai lavori di Gerd Alfred Müller. Questa collaborazione con Kenwood durò oltre 40 anni, durante i quali ha costantemente modernizzato classici del design britannico.

    Nel 1972, Grange fu tra i co-fondatori di Pentagram, una delle più influenti società di design al mondo, insieme a Theo Crosby, Alan Fletcher, Mervyn Kurlansky e Colin Forbes. Sotto l'egida di Pentagram, ha firmato progetti leggendari tra cui:

    • La macchina fotografica Kodak Pocket Instamatic (1975)
    • La linea di penne Parker 25 (1979)
    • I rasoi Royale (1979) e Protector (1992) per Wilkinson Sword
    • Il ferro da stiro Kenwood ST50 (1995)

    Ma il suo impatto non si è limitato agli oggetti di uso comune. Kenneth Grange ha anche curato il design di infrastrutture e trasporti, come:

    • La carrozzeria esterna dell'iconico treno ad alta velocità Intercity 125 per British Rails (1971-73)
    • I depositi e pensiline degli autobus Adshel per London Transport (1990)
    • Il restyling del classico taxi nero londinese per London Taxis International (1997)

    Riconosciuto con numerosi premi, tra cui dieci Design Council Awards e il prestigioso Duke of Edinburgh for Elegant Design nel 1963, Grange ha ricoperto ruoli di rilievo come Preside di Facoltà del Royal Designers for Industry e presidente della Chartered Society of Designers. La sua opera è stata anche celebrata con una mostra al Victoria and Albert Museum. Nel 1997 si è ritirato da Pentagram per aprire il proprio ufficio indipendente.

    Per Grange, il design è uno strumento di innovazione intrinseco al processo produttivo. Le sue creazioni sono un perfetto connubio di coerenza, organicità e appropriatezza, prodotti di alta qualità dove ogni piccolo dettaglio è curato meticolosamente secondo i principi del "good design". La sua lunga carriera è segnata da una straordinaria continuità, con design eleganti, solidi e in perfetto equilibrio tra funzionalità ed estetica. Ha indubbiamente ridefinito il design britannico della seconda metà del XX secolo. Ascoltate per scoprire di più su questo maestro visionario!

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  • EP.118 GK DESIGN GROUP Il Design Totale Giapponese
    Aug 3 2026

    Ciao e benvenuti al nostro podcast, dove esploriamo le menti e gli studi che hanno plasmato il mondo del design! Oggi vi portiamo in Giappone per scoprire il GK Design Group, uno degli studi di design interdisciplinari più importanti del paese.

    Fondato a Tokyo nel 1957 da Kenji Ekuan, il GK, originariamente noto come Groupe Koike, ha iniziato la sua avventura specializzandosi nel design industriale. Ma la loro visione si è presto ampliata, abbracciando comunicazione, grafica e design ambientale. Questo approccio integrato, talvolta definito "total design", li ha portati a costruire una vasta rete di consociate, offrendo una gamma completa di servizi che spaziano dalla ricerca di mercato e pianificazione prodotto fino alla promozione e pianificazione di eventi.

    Immaginate un'azienda che ha lasciato il segno su un'incredibile varietà di prodotti e spazi:

    • Hanno progettato motociclette, audio equipment, una snowmobile, un'imbarcazione personale e persino un veicolo fuoristrada per il colosso Yamaha.
    • Le loro creazioni includono anche le locomotive per le Ferrovie del Giappone Orientale.
    • Si sono occupati del packaging per marchi noti come Kikkoman, Konica e Kirin Brewery.
    • Persino le toilet pubbliche per Restatio portano la loro firma, dimostrando che il design di qualità può elevare ogni aspetto della vita quotidiana.
    • La loro inventiva si è estesa a prodotti diversi come parchimetri, macchine da cucire, padelle, orologi, impianti dentari e packaging per cosmetici.

    Ma la loro influenza non si è limitata al singolo prodotto; il GK Design Group è anche rinomato per il design di segnaletica e urbanistico, in particolare per la sua partecipazione all'Expo '70 di Osaka e all'Expo '85 di Tsukuba.

    Ciò che distingue le opere del GK Design Group è la loro perfetta ingegneria e un inconfondibile linguaggio formale funzionalista. Un vero pioniere che ha continuato a definire gli standard del design a livello globale!

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    6 Min.
  • EP.117 GIORGETTO GIUGIARO Design e Innovazione Automobilistica
    Jul 31 2026

    Benvenuti a un episodio speciale, dedicato a un vero pilastro del design italiano! Oggi esploriamo la carriera straordinaria di Giorgetto Giugiaro, un maestro indiscusso nato a Garessio, Cuneo, nel 1938.

    Il suo percorso professionale inizia dopo aver affinato le sue abilità nel disegno tecnico e design grafico all'Accademia di Belle Arti di Torino, integrando anche un corso di ingegneria. La sua carriera prende il volo nel reparto di design della Fiat, ma è a partire dal 1959 che la sua influenza si consolida, quando assume la direzione della sezione di styling alla Bertone di Torino. Qui, in collaborazione con Nuccio Bertone, plasma automobili che faranno storia, come la BMW 3200 CS (1961), l'Alfa Romeo Giulia GT (1963) e la Fiat 850 Spider (1965).

    Nel 1965, Giugiaro prende le redini dello studio di design automobilistico Ghia, dove contribuisce alla creazione della Fiat Dino Coupé (1967). Ma il vero punto di svolta arriva tre anni dopo, quando fonda la Ital Styling (successivamente ribattezzata Italdesign) insieme ad Aldo Mantovani. Questo imponente studio di design, che oggi conta 750 professionisti, offre un servizio completo ai fabbricanti di automobili, coprendo ogni fase, dagli studi pre-produzione alla costruzione dei prototipi.

    La sua genialità non si limita alle sole vetture sportive ed eleganti, come la Maserati 3200 GT Coupé (1998). Giugiaro è anche il visionario dietro a utilitarie che hanno ridefinito il concetto di auto popolare, tra cui l'iconica Volkswagen Golf (1974), la Fiat Panda (1980) e la Fiat Uno (1983).

    Nel 1981, la sua visione si espande ulteriormente quando la sezione di design industriale di Italdesign diventa un ufficio indipendente: la Giugiaro Design. Questo studio si occupa della progettazione di una vasta gamma di prodotti oltre i veicoli, dimostrando una versatilità unica. Tra le sue creazioni troviamo:

    • La macchina da cucire Logica per Necchi (1982)
    • Le macchine fotografiche Nikon F4 (1988) e F5 (1996)
    • Il catamarano High Speed Ferry per SEC (1992)
    • La locomotiva ETR460 Pendolino per le Ferrovie dello Stato (1995)
    • L'orologio Macchina Sportiva per Seiko (1996)
    • Gli scarponi da sci Grand Prix per Nordica (1997)

    La Giugiaro Design opera anche in settori come la segnaletica e il packaging. La sua filosofia di design è guidata dall'"imperativo della funzione": Giugiaro eccelle nel coniugare le necessità fisiche e i metodi di produzione, senza mai perdere di vista le considerazioni di marketing. Il suo approccio non è quello di imporre una forma preconfezionata al prodotto, ma di "ricercare le risposte estetiche e funzionali basandosi sui bisogni" reali.

    Preparatevi a un viaggio affascinante nel mondo di un designer che ha letteralmente plasmato gli oggetti che ci circondano, dall'auto che guidiamo alla macchina fotografica che usiamo per catturare ricordi!

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  • EP.116 GILLETTE L'Impero della Lame da Rasatura e Oltre
    Jul 27 2026

    Benvenuti! Oggi vi portiamo nel mondo di Gillette, un nome che evoca innovazione e rasatura impeccabile.

    La storia inizia nel 1901 a Boston, Massachusetts, con King Camp Gillette. Cresciuto a Chicago e poi venditore di successo, la sua visione fu ispirata dal suo mentore, che lo spinse a creare un prodotto usa e getta, qualcosa che i clienti dovessero ricomprare. Questa illuminazione arrivò una mattina del 1895, mentre faticava ad affilare il suo rasoio: un rasoio con manico separato e una lametta a doppio taglio, usa e getta, stretta tra due piastre.

    Dopo anni di sforzi, l'azienda vide la luce nel 1901 e si consolidò come Gillette Safety Razor Company nel 1902. Il loro rivoluzionario rasoio, prodotto dal 1903 e brevettato l'anno seguente, pur non essendo l'unico "rasoio di sicurezza" in circolazione, si distingueva per essere il più economico. La Prima Guerra Mondiale fu un punto di svolta, con l'azienda che fornì alle forze armate americane 3,5 milioni di rasoi e 36 milioni di lamette.

    Gillette non si è mai fermata. Il Blue Blade a doppio taglio, lanciato nel 1932, dominò il mercato per molti anni. Il 1971 portò il Trac II, la prima cartuccia a due lame al mondo, un successo immediato. Poi, nel 1990, arrivò il Sensor system, un vero capolavoro di ingegneria con lame sottili montate su molle incastonate in una cartuccia di plastica. Questo prodotto fu un trionfo, vendendo 24 milioni di rasoi e 350 milioni di cartucce solo nel primo anno, diventando il prodotto di maggior successo nella storia dell'azienda. Questo successo riaffermò la loro filosofia: "spendere qualsiasi cifra pur di assicurarsi la supremazia in un settore e poi produrre altri prodotti innovativi, a prezzo anche elevato, che catturino il consumatore".

    Questa strategia ha portato alla creazione del Mach 3, un rasoio a tripla lama con lame ultrasottili rivestite da una sottile lamina affine al diamante, di gran lunga il più caro sul mercato ma all'avanguardia.

    Oltre alla rasatura, Gillette ha saputo diversificare la sua linea di prodotti, acquisendo marchi iconici come Paper Mate Pen Company nel 1955 e Braun AG nel 1967 – Braun, in particolare, famosa per i suoi rasoi elettrici di qualità e il team di design guidato da Dieter Rams, che continuò a sviluppare nuovi prodotti per Gillette. Negli anni '80 e '90, l'espansione è continuata con l'acquisto di Oral-B, Waterman, Parker Pen e Duracell. Tutto ciò ha portato Gillette a un risultato straordinario: nell'anno 2000, era l'azienda con i profitti più alti dopo Coca-Cola.

    Unisciti a noi nel prossimo episodio per scoprire un'altra storia di innovazione e successo!

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  • EP.115 DANTE GIACOSA Architetto dell'Automobile Italiana
    Jul 24 2026

    Benvenuti a questo episodio speciale, dove vi portiamo nel mondo di un gigante del design automobilistico italiano: Dante Giacosa. Nato a Roma nel 1905 e scomparso a Torino nel 1996, Giacosa ha iniziato la sua brillante carriera alla Fiat nel lontano 1926.

    È intorno al 1932 che gli viene affidata una sfida epocale: progettare una vettura piccola ma elegante. Da questa visione nacque un'icona: la 500A, conosciuta affettuosamente come "Topolino", lanciata nel 1936. Questa vettura rivoluzionaria non era solo compatta e dalle forme arrotondate, ma segnò un vero e proprio progresso nel design delle piccole cilindrate, rompendo con la tradizione delle forme squadrate e introducendo una carrozzeria leggera, perfetta per la produzione industriale. La Topolino divenne un fenomeno globale, tanto da essere il veicolo d'importazione più venduto in America tra il 1938 e il 1939. Con oltre 519.000 esemplari prodotti tra il 1936 e il 1955, la 500A si affermò come la più piccola auto di serie mai prodotta al mondo.

    Ma il genio di Giacosa non si fermò qui. Ha continuato a innovare con varianti della Topolino, come la 500B familiare del 1948 e la 500C del 1949, che introdusse accessori allora all'avanguardia come il riscaldamento interno. E come non menzionare la minuscola ma immensamente popolare Nuova 500 del 1957, con ben 3,6 milioni di esemplari costruiti?

    Il suo contributo alla motorizzazione di massa nell'Italia del boom economico fu determinante. Oltre alle celebri 500, Giacosa ha anche firmato progetti significativi come la Fiat 124, la Fiat 128 e la Fiat 130. Ascoltate per scoprire come Dante Giacosa, con la sua visione e il suo ingegno, ha letteralmente messo l'Italia su quattro ruote!

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  • EP.114 GHIA leggendaria carrozzeria italiana
    Jul 20 2026

    Benvenuti! Oggi, immergiamoci nel mondo affascinante della Ghia Spa, una leggendaria carrozzeria italiana fondata a Torino nel 1915 da Giacinto Ghia. Giacinto aveva affinato le sue abilità nell'officina Diatto, un luogo che in origine dava vita ai progetti di Bertone.

    La Ghia si è fatta un nome per i suoi straordinari design di auto di lusso e veicoli da corsa, con la forma aerodinamica "torpedo" che divenne un vero e proprio segno distintivo della sua attività. Dopo la scomparsa di Giacinto nel 1944, giovani talenti come Mario Boana hanno preso le redini, dando nuova linfa all'azienda e creando, negli anni '50, carrozzerie speciali per marchi prestigiosi come Bentley, Delahaye e Talbot.

    Un momento chiave fu il prototipo della Ghia Gilda del 1955, tra i primi ad affrontare i test in galleria del vento. I dati raccolti furono fondamentali per aggiungere le pinne, migliorando la stabilità – un'idea che, ironia della sorte, fu poi adottata dalle aziende americane per puro scopo estetico. Nello stesso periodo, la Ghia ha esercitato una profonda influenza sul design automobilistico americano, progettando numerose auto che hanno modellato l'estetica delle grandi case di Detroit.

    Gli anni '60 videro la Ghia collaborare con giganti come Fiat, Volkswagen, Alfa Romeo, Renault, Chrysler e Ford. Modelli iconici come la VW Karman Ghia (1961), la De Tomaso Mangusta (1966) e la Maserati Ghibli (1968) portano la sua impronta inconfondibile, pur in un'epoca in cui l'eleganza di alcune vetture firmate da altre carrozzerie cominciava a superarla.

    Il 1972 segnò un nuovo capitolo: la Ghia divenne parte della Ford Motor Company, e il suo primo grande progetto fu nientemeno che la prima Ford Fiesta nel 1973.

    Oggi, come parte dell'Advanced Design di Ford, la Ghia continua a essere all'avanguardia, portando avanti il cosiddetto "New Edge Design". Questo stile innovativo fonde le superfici lisce e scolpite del design aerodinamico tradizionale con intersezioni nette e decise, creando un'immagine più penetrante e definita. La Ghia, un nome che continua a forgiare il futuro del design automobilistico.

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