• Weaponised incompetence, würstel islandesi che vanno a ruba, e la magia del Natale
    Dec 21 2025

    In questa puntata parliamo di weaponised incompetence: l’incompetenza usata come arma per evitare responsabilità e lavoro di cura. Un concetto che nasce nel mondo del lavoro, ma che diventa chiarissimo quando lo osserviamo nelle dinamiche familiari — soprattutto durante le feste.


    Dal famoso sciopero delle donne in Islanda del 1975, quando i würstel finirono nei negozi perché molti padri non sapevano cosa cucinare ai figli, alle tavole natalizie in cui la “magia” sembra apparire da sola, questa puntata è un invito a guardare dietro le quinte delle feste.


    Chi cucina?

    Chi organizza?

    Chi si occupa dei regali, dei bambini, degli anziani, delle emozioni di tutti?


    Perché la magia del Natale non nasce dal nulla: qualcunə la costruisce.

    E decostruire non significa rovinarla, ma smettere di dare per scontato che sia sempre compito delle stesse persone.


    🔗 https://www.bbc.com/audio/play/w3ct4xhj


    ps: ringrazio la mia amica Giada per aver cercato (inutilmente) di insegnarmi come pronunciare ✨perfettamente✨ nomi e parole islandesi.

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    28 Min.
  • Le influattiviste, la chat “fascistella”, e la piramide della violenza
    Nov 29 2025

    ⚠️ Trigger Warning: linguaggio - contiene citazioni ma le parole più volgari / dispregiative sono state censurate se pronunciate da me (anche come citazione) perché non mi sento a mio agio. Se ho riportato audio altrui per motivi di cronaca non ho censurato. Quando riporto audio altrui parlo di “estratto” e non si tratta della versione integrale, eventuali tagli sono stati fatti solo per ragione di sintesi senza andare ad inficiare o manipolare il contenuto degli stessi.


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    In questa puntata ricostruisco e analizzo la vicenda della chat “Fascistella”, un caso che ha coinvolto alcune note influattiviste italiane (nello specifico: Carlotta Vagnoli, Valeria Fonte e Flavia Carlini) e che, al di là degli aspetti giudiziari, rappresenta un esempio illuminante della crisi del femminismo digitale in Italia.


    Prendo questa storia come paradigma: il punto di incontro tra personal branding, attivismo performativo, dinamiche di gruppo e uso distorto del linguaggio.

    Da qui si apre una riflessione più ampia sullo stato del femminismo mainstream online e sulle sue contraddizioni: la centralità degli influencer, la spettacolarizzazione della militanza, la confusione tra visibilità e autorevolezza, e il rischio di trasformare un movimento politico in una strategia di engagement.


    Partendo dalle frasi emerse nelle chat, esploriamo insieme:

    – la piramide della violenza e la cultura dello st*pro nel

    linguaggio quotidiano;

    – perché “il privato è politico” vale anche nell’era digitale;

    – la differenza tra feminist rage (rabbia femminile) e livore;

    - bad feminists;

    – cosa significa davvero decostruire e assumersi responsabilità;

    – e perché influattivismo e femminismo non sono sinonimi.


    Un episodio critico, necessario, scomodo ma urgente: per riportare al centro un femminismo che sia studio, pluralità, etica e coerenza — e non un algoritmo da assecondare.

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    1 Std. und 29 Min.
  • Twilight, vent’anni dopo: un esercizio pratico di decostruzione 🩸🪩✨
    Oct 22 2025

    In occasione dei vent’anni dall’uscita del primo Twilight (!), questa puntata speciale di Sul Genere – Sui Generis propone un viaggio tra religione, potere e cultura pop, per capire cosa rende ancora oggi la saga di Stephenie Meyer un fenomeno così divisivo e affascinante.


    A partire da una domanda chiave — Twilight è un’allegoria mormone o il riflesso dei valori della sua autrice? — esploro il modo in cui i temi della purezza, della disciplina, dell’amore eterno e del controllo rivelano l’impronta del mormonismo nella scrittura di Meyer.

    Dalle coppie eterne alla castità, dal concetto di famiglia come sigillo divino fino alla visione della ricchezza come ricompensa terrena, Twilight diventa un caso di studio perfetto per comprendere come le credenze religiose e culturali plasmino l’immaginario collettivo.


    Ma questa è anche una riflessione più ampia: un esempio concreto di decostruzione e di applicazione pratica della lente sociologica informata dagli studi di genere.

    Rileggere Twilight oggi significa guardare dentro una capsula del tempo che ci mostra chi eravamo — adolescenti cresciuti in una cultura che romanticizzava il controllo e la dipendenza — e come, nel frattempo, la società sia cambiata.


    Perché se nei primi anni Duemila non parlavamo ancora di giustizia decoloniale, equità di genere o dinamiche di potere affettivo, oggi lo facciamo.

    E forse proprio per questo Twilight, rivisto vent’anni dopo, continua a parlarci — non più solo di vampiri, ma di noi: di chi eravamo, e di chi siamo diventatə.



    P.S. Vi chiedo un po’ di pazienza per qualche strafalcione, soprattutto negli accordi di genere o di numero: sono italiana ma vivo all’estero da tantissimi anni. Faccio sempre del mio meglio, ma ogni tanto qualcosa mi scappa… come la mia r moscia, ahah.

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    1 Std. und 44 Min.
  • I cretesi, i cretini, Donna Haraway e John Rawls
    Oct 17 2025

    In questa puntata, partita da Creta, parlo di strade dissestate, conversazioni scomode e populismo.

    Da lì il discorso si sposta su Locke, Rawls e Donna Haraway — tra contratti sociali, veli d’ignoranza e sguardi situati.

    Perché la giustizia e la conoscenza non nascono dall’uniformità, ma dal riconoscimento delle differenze.

    E no, non siamo “una faccia, una razza:” siamo molti sguardi che imparano, ogni giorno, a guardare meglio.

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    35 Min.
  • Sorelle di latte, sorelle di lotta
    Oct 9 2025
    L’allattamento è un tema che torna ogni anno, soprattutto in occasione della Settimana Mondiale dell’Allattamento, che si è appena conclusa.Ma in realtà, tutto ciò che riguarda le donne — e in generale i corpi — riguarda anche gli studi di genere.E tutto ciò che riguarda il corpo è inevitabilmente anche oggetto del femminismo.Perché parlare di allattamento non significa solo parlare di nutrizione o di salute, ma di lavoro di cura, di disuguaglianze e di valore invisibile.Pensiamo, per esempio, alle balie: per secoli hanno nutrito i figli di altre donne — spesso più abbienti, spesso più privilegiate — mentre i loro stessi figli venivano lasciati a qualcun altro, o a nessuno.Una forma di lavoro di cura profondamente fisico e affettivo, ma raramente riconosciuto come tale.Anche oggi, in modo diverso, l’allattamento resta intrecciato con le strutture sociali e di potere: con chi può permettersi di allattare, chi è costrettə a smettere troppo presto, e chi viene giudicatə per qualsiasi scelta.Ecco perché ne parliamo (anche) qui: perché il corpo — il corpo che nutre, che produce, che si svuota e si rigenera — è sempre anche un terreno politico.🤰🏽 account ostetrica Caterina Tenisci https://www.instagram.com/ostetricate?igsh=MTJzOWE4eHd6YXQ3aw==👩🏻‍⚕️account pediatra Carla (miniera d’oro per quanto riguarda anche l’autosvezzamento) https://www.instagram.com/pediatracarla?igsh=MXJqcno1c3FqeWd4Ng==Info grafica Safe Sleep 7 in Italiano https://llli.org/wp-content/uploads/Safe-Sleep-7-infographic-6.pdf📚 Altre fonti e approfondimenti citati​Yale School of Public Health (2023)→ Analisi delle pratiche di marketing predatorio nel settore del latte artificiale🔗 https://ysph.yale.edu/news-article/experts-call-for-an-end-to-the-exploitative-marketing-used-by-the-baby-formula-milk-industry​CNN Health (2023)→ Inchiesta sulle strategie digitali e psicologiche usate dalle multinazionali del latte artificiale per influenzare le decisioni dei genitori.🔗 https://edition.cnn.com/2023/02/07/health/baby-formula-marketing​Wattana, K. (2016) – The Infant Formula Controversy: A Historical and Ethical Analysis→ Studio accademico sulla storia dello scandalo Nestlé, le conseguenze globali delle sue campagne e la nascita del Codice OMS del 1981.🔗 https://hshm.yale.edu/sites/default/files/files/Wattana%20senior%20essay%202016.pdf​Business Insider (2012) → Sintesi giornalistica del boicottaggio Nestlé del 1977 e delle pratiche di marketing che causarono migliaia di morti infantili nei Paesi a basso reddito.🔗 https://businessinsider.com/nestles-infant-formula-scandal-2012-6​The Guardian (2018) → Denuncia delle affermazioni pubblicitarie fuorvianti e dell’uso di linguaggio pseudo-scientifico nelle campagne Nestlé.🔗 https://theguardian.com/business/2018/feb/01/nestle-under-fire-for-marketing-claims-on-baby-milk-formulas​The Guardian (2024) → Indagine che rivela la presenza di zuccheri aggiunti nei prodotti Nestlé destinati ai Paesi a basso reddito, in contrasto con le versioni vendute in Europa.🔗 https://theguardian.com/global-development/2024/apr/17/nestle-adds-sugar-to-infant-milk-sold-in-poorer-countries-report-finds​Le Monde (2025) → Inchiesta sulla restrizione dell’ingresso di latte artificiale a 🍉 e sulla crescente mortalità infantile dovuta alla fame.🔗 https://lemonde.fr/en/international/article/2025/07/01/israel-limits-entry-of-baby-formula-in-gaza-as-infants-die-of-hunger_6742899_4.html​Al Jazeera (2025) → Report sulle condizioni delle madri e dei neonati 🍉 privati di formula e nutrizione adeguata durante l’assedio di 🍉. 🔗 https://www.aljazeera.com/news/2025/7/31/palestinian-newborns-starving-in-gaza-as-infant-formula-runs-out
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    27 Min.
  • Il consenso, i minori sovraesposti sui social e la piaga dei “teachtokers”
    Sep 14 2025

    In questa puntata parliamo di consenso — non solo nel contesto sessuale o medico, ma in un ambito che, a mio avviso, non viene abbastanza messo in discussione: la presenza dei minori sui social. A partire dai casi sempre più diffusi di teachtokers e insegnanti-influencer, analizziamo perché parlare di “consenso” in questi casi è un falso alibi.


    Smontiamo punto per punto cosa significa davvero consenso: informato, libero, esplicito, revocabile e specifico. E vediamo come, quando si tratta di bambini, nessuna di queste condizioni possa essere pienamente rispettata.


    Dal caso di un’aspirante educatrice-influencer di Venegono Superiore, fino al fenomeno da quasi 170k followers del maestro Gabriele, riflettiamo su come la nostra società — soprattutto quella italiana — continui a trattare i bambini come se non fossero persone, normalizzando pratiche che ledono la loro dignità.


    Il femminismo intersezionale ci ricorda invece che la tutela dei più vulnerabili non è opzionale: è un obbligo politico, sociale ed etico.



    🔗 un’ottima analisi sul caso dell’autoproclamata “prof più amata d’Italia” https://www.instagram.com/p/DNnCuJrsCvL/?img_index=15&igsh=MTd2MGRhYTBlYWFiaA==

    🔗 link alla prima parte della mia serie di video di critica social(e) e decostruzione del caso del Maestro Gabriele. Instagram https://www.instagram.com/reel/DK7iZHyoKbZ/?igsh=MW9lbjdxMnZ1NGg5Yg== TikTok https://vm.tiktok.com/ZNdg2DQ4U/

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    42 Min.
  • Vestiti “da femmina”, eteronormatività, il male gaze, e il portabandiera di Tonga
    Sep 8 2025

    Questa puntata mette in discussione le etichette che diamo a vestiti e colori: davvero esistono abiti “da maschio” e “da femmina”? Dal colore rosa,* un tempo colore “unisex”, agli ideali di mascolinità imposti dallo sguardo maschile, fino al peso dell’eteronormatività, esploriamo come ciò che indossiamo rifletta non solo gusti personali ma soprattutto regole sociali e culturali.


    * voglio ringraziare anche qui Eva e Daniela per aver condiviso le loro ricerche sulla storia del colore rosa, e vi consiglio di ascoltare il loro podcast Cromatica, Storia e Chimica del Colore 💓

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    29 Min.
  • Su Phica.net c’ero anche io
    Sep 3 2025

    🔗 https://www.ilgiornaledivicenza.it/territorio-vicentino/vicenza/diffonde-foto-di-ragazze-su-siti-hard-ha-patteggiato-due-anni-br-1.9446767/amp

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    19 Min.