Sul genere, sui generis Titelbild

Sul genere, sui generis

Sul genere, sui generis

Von: Alessandra Paiusco-Paulsson @la.tuttologa
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Über diesen Titel

Sul genere, sui generis è un podcast che porta gli studi di genere fuori dalle aule universitarie — e li intreccia con cultura pop, attualità, teoria critica e vita quotidiana. Un podcast di Alessandra Paiusco-Paulsson — ricercatrice, lettrice universitaria, femminista intersezionale, e content creator (TikTok: @la.tuttologa). 💌 alessandra.tuttologa@gmail.comAlessandra Paiusco-Paulsson @la.tuttologa Sozialwissenschaften
  • Weaponised incompetence, würstel islandesi che vanno a ruba, e la magia del Natale
    Dec 21 2025

    In questa puntata parliamo di weaponised incompetence: l’incompetenza usata come arma per evitare responsabilità e lavoro di cura. Un concetto che nasce nel mondo del lavoro, ma che diventa chiarissimo quando lo osserviamo nelle dinamiche familiari — soprattutto durante le feste.


    Dal famoso sciopero delle donne in Islanda del 1975, quando i würstel finirono nei negozi perché molti padri non sapevano cosa cucinare ai figli, alle tavole natalizie in cui la “magia” sembra apparire da sola, questa puntata è un invito a guardare dietro le quinte delle feste.


    Chi cucina?

    Chi organizza?

    Chi si occupa dei regali, dei bambini, degli anziani, delle emozioni di tutti?


    Perché la magia del Natale non nasce dal nulla: qualcunə la costruisce.

    E decostruire non significa rovinarla, ma smettere di dare per scontato che sia sempre compito delle stesse persone.


    🔗 https://www.bbc.com/audio/play/w3ct4xhj


    ps: ringrazio la mia amica Giada per aver cercato (inutilmente) di insegnarmi come pronunciare ✨perfettamente✨ nomi e parole islandesi.

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    28 Min.
  • Le influattiviste, la chat “fascistella”, e la piramide della violenza
    Nov 29 2025

    ⚠️ Trigger Warning: linguaggio - contiene citazioni ma le parole più volgari / dispregiative sono state censurate se pronunciate da me (anche come citazione) perché non mi sento a mio agio. Se ho riportato audio altrui per motivi di cronaca non ho censurato. Quando riporto audio altrui parlo di “estratto” e non si tratta della versione integrale, eventuali tagli sono stati fatti solo per ragione di sintesi senza andare ad inficiare o manipolare il contenuto degli stessi.


    -


    In questa puntata ricostruisco e analizzo la vicenda della chat “Fascistella”, un caso che ha coinvolto alcune note influattiviste italiane (nello specifico: Carlotta Vagnoli, Valeria Fonte e Flavia Carlini) e che, al di là degli aspetti giudiziari, rappresenta un esempio illuminante della crisi del femminismo digitale in Italia.


    Prendo questa storia come paradigma: il punto di incontro tra personal branding, attivismo performativo, dinamiche di gruppo e uso distorto del linguaggio.

    Da qui si apre una riflessione più ampia sullo stato del femminismo mainstream online e sulle sue contraddizioni: la centralità degli influencer, la spettacolarizzazione della militanza, la confusione tra visibilità e autorevolezza, e il rischio di trasformare un movimento politico in una strategia di engagement.


    Partendo dalle frasi emerse nelle chat, esploriamo insieme:

    – la piramide della violenza e la cultura dello st*pro nel

    linguaggio quotidiano;

    – perché “il privato è politico” vale anche nell’era digitale;

    – la differenza tra feminist rage (rabbia femminile) e livore;

    - bad feminists;

    – cosa significa davvero decostruire e assumersi responsabilità;

    – e perché influattivismo e femminismo non sono sinonimi.


    Un episodio critico, necessario, scomodo ma urgente: per riportare al centro un femminismo che sia studio, pluralità, etica e coerenza — e non un algoritmo da assecondare.

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    1 Std. und 29 Min.
  • Twilight, vent’anni dopo: un esercizio pratico di decostruzione 🩸🪩✨
    Oct 22 2025

    In occasione dei vent’anni dall’uscita del primo Twilight (!), questa puntata speciale di Sul Genere – Sui Generis propone un viaggio tra religione, potere e cultura pop, per capire cosa rende ancora oggi la saga di Stephenie Meyer un fenomeno così divisivo e affascinante.


    A partire da una domanda chiave — Twilight è un’allegoria mormone o il riflesso dei valori della sua autrice? — esploro il modo in cui i temi della purezza, della disciplina, dell’amore eterno e del controllo rivelano l’impronta del mormonismo nella scrittura di Meyer.

    Dalle coppie eterne alla castità, dal concetto di famiglia come sigillo divino fino alla visione della ricchezza come ricompensa terrena, Twilight diventa un caso di studio perfetto per comprendere come le credenze religiose e culturali plasmino l’immaginario collettivo.


    Ma questa è anche una riflessione più ampia: un esempio concreto di decostruzione e di applicazione pratica della lente sociologica informata dagli studi di genere.

    Rileggere Twilight oggi significa guardare dentro una capsula del tempo che ci mostra chi eravamo — adolescenti cresciuti in una cultura che romanticizzava il controllo e la dipendenza — e come, nel frattempo, la società sia cambiata.


    Perché se nei primi anni Duemila non parlavamo ancora di giustizia decoloniale, equità di genere o dinamiche di potere affettivo, oggi lo facciamo.

    E forse proprio per questo Twilight, rivisto vent’anni dopo, continua a parlarci — non più solo di vampiri, ma di noi: di chi eravamo, e di chi siamo diventatə.



    P.S. Vi chiedo un po’ di pazienza per qualche strafalcione, soprattutto negli accordi di genere o di numero: sono italiana ma vivo all’estero da tantissimi anni. Faccio sempre del mio meglio, ma ogni tanto qualcosa mi scappa… come la mia r moscia, ahah.

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    1 Std. und 44 Min.
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