Stanche di guerra Titelbild

Stanche di guerra

Stanche di guerra

Von: Istituto Nazionale Ferruccio Parri
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Über diesen Titel

Il podcast “Stanche di guerra” racconta storie di donne che a Milano pagarono con la vita il loro impegno nella Resistenza.
Ribelli contro l'oppressione del nazifascismo, “stanche” di una guerra che non dava sbocchi alla loro vita, alla vita dei loro figli e della propria comunità. Una lotta dunque che guardava al domani, alla Pace. Per questo presero parte all'organizzazione degli scioperi nelle fabbriche e parteciparono alle azioni contro le formazioni militari fasciste e naziste.
La loro vicenda è ricostruita attingendo ai documenti dell'epoca, alle loro lettere, alla memoria dei loro discendenti e alla ricostruzione scientifica dei fatti da parte degli storici. Un podcast in cui più voci si intrecciano per ridare voce a donne che hanno contribuito a costruire un futuro democratico e libero del nostro Paese.

“Stanche di guerra” è un podcast dell'Istituto Nazionale Ferruccio Parri in collaborazione con Fondazione Memoria della Deportazione e Istituto Lombardo di Storia Contemporanea. Con il contributo di Fondazione Cariplo.

Testi e regia di Angelo Miotto
Interviste a cura di Angelo Miotto e Dario Paladini.
Illustrazione in copertina di Margherita Morotti
Copertina di Carola Fumagalli
È una produzione Intreccimedia
Istituto Nazionale Ferruccio Parri
Sozialwissenschaften Welt
  • Ep.1 Carlotta Thomas, operaia alla Borletti
    Nov 19 2025
    Carlotta Regina Thomas nasce a Saulxures, in Francia, il 22 aprile del 1906 da Ernesto e Giuseppina Mathieu. Sposa Angelo Bassis e che con lui e i due figli Pietro e Angelina abita a Milano in via Odazio 6, nel quartiere di case popolari del Giambellino. È operaia tessitrice alla Borletti di via Washington.
    Carlotta partecipa all'organizzazione degli scioperi a Milano sia nel 1943 sia nel marzo del 1944. Insieme ad altre operaie della Borletti viene arrestata. Dal carcere di San Vittore il gruppo di donne viene trasferito alla caserma San Fedele, quindi al carcere di Brescia, dove, probabilmente con il trasporto n.33 del 4 marzo 1944, è deportato a Mauthausen. Le prigioniere vengono quindi trasferite ad Auschwitz e qui viene assegnato loro anche il numero, tatuato sull’avambraccio sinistro: Carlotta avrà il n.78985. Verso la fine del 1944, con l’avanzata dei carri armati sovietici da est, il campo di Auschwitz è evacuato. Carlotta Thomas è inviata a Bergen Belsen, dove muore di tifo il 10 aprile del 1945.

    In via Odazio 6 oggi una Pietra d'Inciampo la ricorda.

    Un grazie particolare a Claudio Nicrosini (Anpi Giambellino), Elisa Ruffini(Fondazione Memoria della Deportazione), Alessandra Minerbi (Comitato Pietre d'Inciampo di Milano), e Alessandra Bassis, nipote di Carlotta, che con la loro dedizione ci permettono di conoscere più da vicino questa donna.

    La testimonianza di Enrichetta Bartesaghi, operaia alla Borletti, è tratta da “Giovanna Gulli, Tommaso Lana, Le lavoratrici e i lavoratori della Borletti: storie di vita, 2005” (Futura Editrice).
    Le lettere di Pietro Bassis, figlio di Carlotta, sono conservate negli archivi della Fondazione Isec e dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri a Milano.
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    26 Min.
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