Ep.2 Jenide Russo, staffetta partigiana Titelbild

Ep.2 Jenide Russo, staffetta partigiana

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Über diesen Titel

“Siccome non volevo parlare con le buone, allora hanno cominciato con nerbate e schiaffi. Mi hanno rotto una mascella (ora è di nuovo a posto.) Il mio corpo era pieno di lividi per le bastonate; però non hanno avuto la soddisfazione di vedermi gridare, piangere e tanto meno parlare”. Jenide Russo ha 26 anni quando scrive dal carcere queste parole alla sua mamma. Jenide è una staffetta del "Distaccamento 5 Giornate" di Milano e col nome di battaglia 'Eneidina' aveva il compito di trasportare armi e munizioni per i partigiani.
Arrestata, viene incarcerata prima a Monza, poi a San Vittore a Milano. Resiste alla violenza degli interrogatori e non rivelerà mai i nomi dei suoi compagni di lotta. Viene poi trasferita al campo di concentramento di Fossoli (Mo) e infine deportata a Ravensbruck, poi nel lager di Bergen Belsen. Muore il 26 aprile 1945 pochi giorni dopo la liberazione del campo. Il luogo della sua sepoltura è ignoto, ma di lei rimangono le lettere che durante i giorni di prigionia in Italia è riuscita a spedire alla sua famiglia.

La Pietra d'Inciampo che la ricorda è in via Giovanni Paisiello 6 a Milano.

In questo episodio di Stanche di Guerra, ripercorriamo la storia di Jenide attraverso le sue lettere e l'aiuto di esperti. Un ringraziamento va a Roberto Cenati, custode delle lettere di Jenide ed esponente dell’Anpi, Alessandra Minerbi, presidente del Comitato Pietre d'Inciampo di Milano, Dario Venegoni, presidente dell'Associazione Nazionale ex Deportati, e Igor Pizzorusso, digital historian dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri.
La voce di Jenide Russo è di Maria Miotto
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