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  • Primavera di un danzatore (la poesia)
    Oct 23 2025
    Chiedersi quale sia il senso della danza oggi è una delle domande che mi stanno più a cuore da quando ho iniziato a occuparmi di danza. La danza butoh ci invita allo scandalo della carne, perché si ribella alle regole e alle norme che pretendono di dirci cosa è giusto e cosa è sbagliato nel movimento, cosa è bello e cosa è brutto, al punto da ricordarci che anche il confine tra ciò che è vivo e ciò che è morto non è così netto.

    Spring of a Dancer è un inno al ritmo senza tempo che pulsa in tutte le cose: il fuoco che dà vita alle stelle. Invocando la sua preghiera al Sole, indifferente alle nostre domande, il ballerino si libera della pelle del mondano, facendo eco all'antica saggezza del serpente: “Se rimani sotto la tua pelle, ti perdi la maggior parte di ciò che muove i cieli”. Mentre il Grande Corvo batte le ali e Giano ci sussurra di aprire la porta, FÜYA ci esorta a interrogare il significato del dolore: "La vita è dura. Tutto questo dolore può distruggerti. Eppure, nella danza, la grazia sboccia come i primi fiori di primavera, effimera ed eterna. Per questo motivo, vale la pena ballare oggi".

    Spring of a Dancer è un film, un libro, una poesia, uno spettacolo teatrale, un podcast e una lezione filosofica sulla danza. Ti invito a guardare il trailer del film su YouTube e a leggere il mio nuovo libro Primavera di un danzatore su Amazon Books.



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    28 Min.
  • Il problema del nascere
    Oct 18 2025
    Dove finisce il “sé” e dove comincia l’“altro da sé”? Una domanda fondamentale, che si interseca con il senso della nostra esistenza, con l’origine della vita. La nascita, infatti, appare come una separazione: lo staccarsi del cordone ombelicale. Nascere – come morire – ci espone a uno dei grandi quesiti dell’umanità, che mi piace riassumere con il titolo di un celebre quadro di Paul Gauguin: Da dove veniamo, chi siamo, dove andiamo? Nascere è il primo problema, il problema originario. Prenderne consapevolezza significa decidere di esporsi alla vulnerabilità del problema. Ma non è forse proprio questo rischio ciò che restituisce alla nostra vita tutti i suoi più autentici colori e le sue più originali sfumature?

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    12 Min.
  • La caverna, lo sciamano e il filosofo
    Oct 11 2025
    Se ci addentriamo nell’oscurità della caverna, non finiamo per incontrare solamente lo sciamano, ma incontriamo anche la figura del sapiente, dell’asceta, dell’eremita, ovvero incontriamo colui che si allontana dalla società alla ricerca dell’illuminazione. Inoltre, quando nominiamo la caverna non possiamo non pensare all’allegoria descritta della Repubblica di Platone. Nelle profondità della caverna sono incatenati tutti coloro che vivono nell’oscurità delle apparenze. Credono che il mondo sia così come si presenta dinnanzi ai loro occhi, ma non si accorgono, finché non vengono liberati da qualcuno, di essere imprigionati in un modo di simulacri. È l’intervento del filosofo, che ha progressivamente abituato lo sguardo al mondo illuminato dalla luce della verità, a dare la possibilità di scostare i veli delle apparenze. In entrambi i casi, che si tratti del ritorno alla caverna o dell’uscita dalla caverna, gli sciamani e i filosofi ci indicano, rispettivamente, che ciascuno di noi è convinto di avere a che fare con la realtà del mondo, ma che deve cambiare prospettiva se vuole guardare il mondo nella sua autenticità, che oltrepassa i recinti in cui siamo imbrigliati. Finché siamo limitati entro gli stretti confini del mondo così come ci appare, ci perdiamo la possibilità di entrare in contatto con quel mondo che è, in realtà, molto più vasto di noi.

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    20 Min.
  • Il counseling filosofico come meditatio mortis
    Apr 24 2025
    Il counseling filosofico offre alle persone una relazione di aiuto per vivere in modo più consapevole e per orientare le proprie risorse grazie all’esercizio critico tipico dell’atteggiamento filosofico. L’atteggiamento filosofico, per sua natura, spinge l’essere umano a integrare i piani che ne compongono la struttura: dal suo rapporto con sé stesso e con la sua interiorità, passando per le relazioni che intesse con il mondo circostante tramite i suoi organi di senso, le sue capacità emotive, comunicative ed espressive, fino al suo rapporto con tutto ciò che va oltre alla mera fattualità e che lo spinge a confrontarsi con i temi caratteristici della metafisica e della teologia. È proprio questa tensione a oltrepassare i nostri limiti a rendere essenziale l’apporto della filosofia dinnanzi al dolore che proviamo a causa di una diagnosi infausta o a causa della perdita di una persona cara. Laddove le terapie rimangono mute, non potendo identificare una “malattia”, un “disturbo” o una “patologia”, ma dove il mondo perde i suoi colori e avvizzisce nella perdita di ogni significato, sopraggiunge l’opportunità data dal counseling filosofico. Ma Gerd Achenbach ci mette in guardia anche dal pensiero che vede nella filosofia una risposta alle domande che da sempre si pone e di fronte alle quali la scienza rimane muta, come la questione sul senso della morte centrale in questo podcast.

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    32 Min.
  • La terapia originaria è l’esperienza della morte
    Apr 15 2025
    Generare significati sulla morte e sul morire non è solamente il compito che si prefigge la filosofia sin dalle sue origini, ma è anche un aspetto essenziale per l’elaborazione del lutto e per evitare che il dolore per una diagnosi infausta o per la perdita di una persona cara inaridisca la nostra esistenza. Credo che la riflessione sulla morte sia in grado di illuminare il significato che diamo alla nostra vita. Questa non è di certo una mia scoperta, ma è una consapevolezza dell’umanità che possiamo rintracciare sin dalle pitture della caverna di Lascaux, ovvero sin da quando abbiamo iniziato a porci domande sul destino dell’apparire e dello scomparire delle cose del mondo e abbiamo iniziato a creare le nostre interpretazioni sotto forma non solo di racconti mitologici, ma anche per mezzo delle più antiche azioni rituali e delle arti di cui ci è rimasta traccia. L’esperienza della morte della persona a me più cara al mondo ha cambiato profondamente il mio rapporto con l’esistenza.

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    15 Min.
  • La danza delle stelle
    Mar 30 2025
    “Tutte le cose sono nate da un solo fuoco” affermano i frammenti degli Oracoli caldaici. Elios, Ἠλιος in greco omerico, è il dio del Sole, spesso raffigurato con una corona raggiante, che guida un carro trainato da cavalli nel cielo. Nell’alto del cielo, Elios tutto osserva e tutto conosce, persino il ratto di Persefone non riesce a celarsi al suo sguardo onnisciente.

    Come scrive Macrobio nei Saturnali: “Se il Sole, secondo l’opinione degli antichi, detiene e governa tutte le altre stelle e le presiede solo nel movimento dei pianeti, e se è vero che le stelle con le loro orbite regolano l’ordine degli eventi umani, dobbiamo necessariamente considerare il Sole come supremo governatore del nostro destino: l’origine di tutto ciò che accade intorno a noi.”

    In effetti, senza lo splendore della danza del Sole, non solo non ci sarebbe luce per il nostro pianeta, ma non si sarebbe nemmeno potuto formare il sistema solare. Il Sole è al centro della nostra esperienza del ritmo dell’esistenza. Distingue il giorno della notte, porta a maturazione i frutti della terra, controlla il ciclo delle stagioni, contribuisce al ciclo dell’acqua. Possiamo affermare con certezza che tutto quello che accade sul pianeta Terra dipende dalla sua posizione rispetto alla stella che noi chiamiamo Sole.

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    11 Min.
  • Che senso ha danzare oggi?
    Mar 29 2025
    Chiedersi che senso ha danzare oggi è una delle domande che mi stanno a cuore da quando ho cominciato a occuparmi di danza. Come la danza butoh ci invita a dissacrare le convenzioni e a perlustrare i territori che mettono in discussione i confini tra maschile e femminile, vita e morte, grazia e volgarità; così il pensiero filosofico ci invita a mettere in questione le nostre credenze, predisponendoci al gusto per la domanda e per la critica, piuttosto che accontentarci delle risposte che siamo in grado di fornire oggi o che ci consegnano i nostri antenati.

    La filosofia ci invita a scostare i veli delle apparenze per dedicarci al senso incontrovertibile della verità, senza mai stancarsi di criticare sé stessa e arrivando quindi a mettere in discussione il senso stesso dell’incontrovertibile. Solo la filosofia, infatti, si pone la domanda sulla verità e continua incessantemente il suo esercizio critico, senza accontentarsi mai delle risposte che man mano emergono da questa ricerca.

    Per non rimanere imprigionati nel nostro piccolo mondo, la danza butoh e la filosofia ci chiamano a oltrepassarci e a porci quelle domande fondamentali che i nostri antenati si sono posti sin dai tempi della caverna: chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo?


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    9 Min.
  • Primavera di un danzatore: un libro e un film di rinascita
    Jan 17 2025
    Il confine tra ciò che è vivo e ciò che è morto non è così netto. In questa terza stagione di Lettere a mia mamma ti invito a intraprendere un viaggio poetico e filosofico in cui la danza diventa il linguaggio dell’invisibile. Attraversando il dolore del lutto, ho imparato che ogni fine è già un nuovo inizio. Nessuno di noi vuole soffrire, certamente. La vita può essere difficile. Eppure, in mezzo alla tempesta, potremmo sorprenderci, rivolgendo lo sguardo oltre la nostra cornice di pelle. Come la fatica delle gemme, durante l’inverno, possiamo lasciar sbocciare una nuova danza, quando giunge la primavera. Per questo motivo, con questa nuova stagione, ti racconterò del mio nuovo progetto: primavera di un danzatore. Spero che ti colga in un momento di ispirazione. Ti invito a guardare anche il trailer del mio film Spring of a Dancer e a leggere il mio nuovo libro Primavera di un danzatore su Amazon Libri.

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