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Indagini

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Von: Il Post
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Tutto quello che è successo dopo alcuni dei più noti casi di cronaca nera italiana. Una storia ogni mese, il primo del mese. Un podcast del Post, scritto e raccontato da Stefano Nazzi.Copyright Il Post True Crime
  • Roma – 4 marzo 2016 – Prima parte
    Jul 1 2026
    Il 4 marzo 2016 a Roma, in via Igino Giordani, un ragazzo di 23 anni, Luca Varani, fu assassinato da due persone più grandi di qualche anno: Manuel Foffo e Marco Prato. Non fu solo un omicidio: Luca Varani fu torturato, colpito più di 100 volte con un martello e due coltelli. Ci fu, da parte degli assassini, ferocia e crudeltà verso una persona che non conoscevano, nel caso di Foffo, o conoscevano solo superficialmente, nel caso di Prato. Dissero che l’avevano fatto per capire che cosa si prova a fare del male a qualcuno. Appena due giorni dopo il delitto, nella puntata di una trasmissione televisiva, furono resi noti i verbali d’interrogatorio di uno dei due arrestati quando l’altro doveva essere ancora interrogato. E questo rappresentò un evidente danno per l’indagine. Di quel delitto si discusse a lungo, alla ricerca di spiegazioni. Fu quasi rassicurante pensare che i due avessero agito sotto l’effetto di grandi quantità di cocaina e alcol. Ma i giudici del processo esclusero, in base alle perizie, l’incapacità di intendere e di volere. Luca Varani fu raccontato secondo stereotipi e luoghi comuni e così i suoi assassini con rappresentazioni che mischiarono tutto, rendendo quasi indistinguibili le azioni di vittima e assassini. A distanza di tempo è possibile riordinare i fatti tentando di andare all’origine di quel delitto, analizzando anche come la giustizia affrontò una storia così violenta e apparentemente senza motivazioni. Se è vero che fu un caso senza un movente materiale e concreto, è anche vero che un movente c’è sempre e in questo caso, come in altri, risiede nella psicologia di chi commise il delitto. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    58 Min.
  • Roma – 4 marzo 2016 – Seconda parte
    Jul 1 2026
    Il 4 marzo 2016 a Roma, in via Igino Giordani, un ragazzo di 23 anni, Luca Varani, fu assassinato da due persone più grandi di qualche anno: Manuel Foffo e Marco Prato. Non fu solo un omicidio: Luca Varani fu torturato, colpito più di 100 volte con un martello e due coltelli. Ci fu, da parte degli assassini, ferocia e crudeltà verso una persona che non conoscevano, nel caso di Foffo, o conoscevano solo superficialmente, nel caso di Prato. Dissero che l’avevano fatto per capire che cosa si prova a fare del male a qualcuno. Appena due giorni dopo il delitto, nella puntata di una trasmissione televisiva, furono resi noti i verbali d’interrogatorio di uno dei due arrestati quando l’altro doveva essere ancora interrogato. E questo rappresentò un evidente danno per l’indagine. Di quel delitto si discusse a lungo, alla ricerca di spiegazioni. Fu quasi rassicurante pensare che i due avessero agito sotto l’effetto di grandi quantità di cocaina e alcol. Ma i giudici del processo esclusero, in base alle perizie, l’incapacità di intendere e di volere. Luca Varani fu raccontato secondo stereotipi e luoghi comuni e così i suoi assassini con rappresentazioni che mischiarono tutto, rendendo quasi indistinguibili le azioni di vittima e assassini. A distanza di tempo è possibile riordinare i fatti tentando di andare all’origine di quel delitto, analizzando anche come la giustizia affrontò una storia così violenta e apparentemente senza motivazioni. Se è vero che fu un caso senza un movente materiale e concreto, è anche vero che un movente c’è sempre e in questo caso, come in altri, risiede nella psicologia di chi commise il delitto. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    54 Min.
  • Genova, 21 luglio 2001
    Jun 10 2026
    Al termine del G8 di Genova, il 21 luglio 2001, ci fu quella che Amnesty International definì come «la più grave sospensione dei diritti umani e democratici in un paese occidentale dal dopoguerra». Furono i pestaggi compiuti dalla polizia nella scuola Diaz, dove alloggiavano giornalisti e manifestanti del Genoa Social Forum - in gran parte stranieri. Le torture proseguirono nella caserma di Bolzaneto, dove molte di queste persone furono portate dopo l’arresto. Erano manifestanti pacifici e giornalisti: di quelle 93 persone, nessun arresto fu poi convalidato, e in 80 casi l’arresto risultò illegittimo. Nel frattempo, 82 di loro avevano avuto bisogno di cure mediche dopo i pestaggi, e 62 erano state trasportate in ospedale. In questa puntata di Altre Indagini non c’è solo quello che accadde quella notte: ci sono gli episodi violenti dei primi giorni del G8, la percezione di chi avrebbe dovuto garantire l’ordine che per non mostrarsi debole fossero necessari molti arresti, non importa di chi. E il modo in cui quegli eventi furono raccontati dalla stampa, e i processi che seguirono. Altre Indagini è il podcast di Stefano Nazzi che ogni due mesi racconta una delle grandi vicende della storia italiana, con gli stessi approcci e rigori applicati alla cronaca nera in Indagini. Le storie di Altre Indagini sono disponibili sul sito e ⁠⁠⁠sull’app del Post⁠⁠⁠ per le persone abbonate: un modo per ringraziarle per la loro partecipazione al progetto del Post, che fa sì che il Post possa continuare a fare il suo giornalismo in modo gratuito per tutte e tutti. ⁠⁠⁠Se vuoi ascoltare Altre Indagini, abbonati al Post⁠⁠⁠. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    8 Min.
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