Repubblica degli Stagisti Titelbild

Repubblica degli Stagisti

Repubblica degli Stagisti

Von: Eleonora Voltolina
Jetzt kostenlos hören, ohne Abo

Über diesen Titel

Dal 2009, la Repubblica degli Stagisti è la testata online che accompagna i giovani nel momento di transizione dalla formazione al lavoro. L’obiettivo della Repubblica degli Stagisti è proporre notizie di qualità, precise, verificate, per aiutare i giovani a orientarsi nel mare magnum del mondo del lavoro. Inoltre, la nostra azione è mirata a migliorare il mercato del lavoro per i giovani, a partire dal tirocinio; tutelare i tirocinanti, la “parte debole” dell’universo stage, dai possibili abusi; e studiare la normativa e proporre miglioramenti.© 2024 Repubblica degli Stagisti
  • Alla scoperta dei mestieri digitali, che offrono tante nuove opportunità di lavoro ai giovani
    Nov 24 2023

    Come le nuove tecnologie stanno trasformando il mondo del lavoro? Quali sono i nuovi mestieri che sono nati proprio da, per e con queste tecnologie? In un momento in cui il dibattito sull'intelligenza artificiale, da Chat GPT in giù, sta esplodendo in tutto il mondo, vale la pena di capire se l'incremento dell'utilizzo della tecnologia nelle imprese sia un rischio o un'opportunità.

    Parliamo in questo episodio di mestieri del futuro con Marco Pesarini, partner di Bip xTech. «La tecnologia, la robotica, l'intelligenza artificiale stanno aggiungendo nuovi strumenti al lavoro che facciamo, nuovi strumenti che aiutano a cancellare i lavori difficili, noiosi, ripetitivi» esordisce Pesarini: «Siamo davanti ad una trasformazione le cui prospettive ancora fatichiamo a comprendere ma che sono sicuramente molto interessanti». Questi strumenti sono secondo lui un prezioso supporto che permetterà agli esseri umani di spingersi «sempre di più nella direzione della creatività, dell'intuizione, e sempre meno nell'ambito dell'esecuzione».

    I nuovi mestieri "gemmati" dalle innovazioni tecnologiche non solo sono molti, non solo sono in crescita, ma garantiscono anche nella maggior parte dei casi condizioni contrattuali e retributive superiori rispetto alla media. Insomma, avere questo tipo di competenze permette di poter trovare più facilmente lavoro. 

    Eppure ci sono ancora troppe poche persone che scelgono di formarsi in questi campi. Il cosiddetto mismatch, la discrepanza tra ciò che i datori di lavoro cercano e le competenze possedute in media da chi è alla ricerca di lavoro, è sempre molto alto in Italia: e quando si parla di digital mismatch, ancora di più. Specie per le ragazze: secondo uno studio realizzato nel 2019 da noi della Repubblica degli Stagisti e Spindox con il supporto dell'Osservatorio giovani dell'Istituto Toniolo e un campione di ben 2mila persone tra i 20 e i 34 anni, molte donne restano lontane dai percorsi formativi in informatica perché persiste tutt'oggi un enorme stereotipo di genere che disegna lo studio dell'informatica, così come le professioni ICT, come “roba da maschi”.

    Ma ovviamente questi lavori in realtà sono alla portata di chiunque abbia un cervello portato all'analisi, a prescindere dal genere: «Serve soprattutto una preparazione alla comprensione del requisito, al problem solving, all'analisi» conferma Pesarini: ci sono «sempre più donne che entrano in questi percorsi; quindi se è vero che adesso la proporzione è sbilanciata a favore degli uomini, a tendere questa cosa cambierà».

    Con Eleonora Voltolina, fondatrice della Repubblica degli Stagisti, nel corso dell'episodio Pesarini approfondisce anche il tema etico legato a queste nuove tecnologie: «L'intelligenza artificiale non è etica», ammonisce il manager: «Etica e supervisione saranno sempre nelle mani dell’uomo; questo è il nuovo lavoro dell'ingegnere che lavora nell'ambito dell'intelligenza artificiale». E il pensiero non può che correre a R. Daneel Olivaw, indimenticabile e profetico personaggio al centro della saga dei robot e della Fondazione di Isaac Asimov. 

    Rispetto agli sbocchi lavorativi, Pesarini spiega come per anni ci sia stata una grande richiesta di data scientists, «specialisti di intelligenza artificiale creata da zero». Ma questa figura, «adesso è già superata» perché il Data Scientist classico faceva quel «che oggi Chat GPT fa facilmente. Per questo stiamo sempre di più investendo su figure tipo Data Engineer, Cloud Engineer».

    E il suo libro del cuore?  L'arte della guerra di Shun Tzu, un grande classico «che parla di strategia militare ma che può essere veramente applicata nella crescita professionale di tutti noi». 

    Mehr anzeigen Weniger anzeigen
    40 Min.
  • Cos'è un “bel” lavoro, come lo si riconosce? E come lo si trova?
    Nov 13 2023

    Quando ci svegliamo la mattina, siamo felici di quel che ci aspetta? Del lavoro che faremo per gran parte della nostra giornata? Tutti abbiamo in testa un’idea di quel che ci piace – o ci piacerebbe – fare. Un sogno, a volte addirittura una “vocazione”, come si dice di alcuni mestieri come il medico o l’insegnante. Il lavoro è una attività che occupa la maggior parte del nostro tempo per la maggior parte della nostra vita adulta. Ed è bene quindi che ci faccia sentire bene.

    Bisogna allora capire come creare e trovare  “lavoro di qualità”, «lavoro che sappia ricomporre le esigenze di competitività delle imprese con le aspirazioni e i desideri dei singoli», come si legge nel libro “Un bel lavoro” (editrice Egea).  Ospite di questa puntata del podcast è l'autore, Alfonso Fuggetta, professore Ordinario di Informatica presso il Politecnico di Milano e amministratore delegato e direttore scientifico del centro di ricerca Cefriel, da molti anni tra le aziende virtuose dell'RdS network.

    Il libro delinea dieci grandi temi per costruire la definizione del buon lavoro, il “bel” lavoro appunto. Mettendosi nei panni di un giovane, Fuggetta è convinto che uno degli aspetti più importanti da considerare sia «la possibilità di imparare», cioè il fatto che l'azienda offra «non soltanto i corsi per la formazione, ma uno stile di lavoro, un ambiente lavorativo in cui sono previste diverse modalità di sviluppo personale».

    Peraltro è raro che una persona sappia fin da giovanissima quali sono di preciso i suoi talenti e le sue inclinazioni : «Quindi provare vari ambiti professionali, o varie mansioni nello stesso ambito professionale, può essere utile»: senza esagerare, naturalmente, per non finire a fare “job hopping”.

    Fuggetta sottolinea nel libro e nella conversazione podcast che a fronte di tanti giovani senza lavoro, i diplomati ITS o i laureati in ingegneria trovano spesso un'occupazione prima ancora di finire gli studi. Ma c'è un tema di sovraffollamento di alcune università: «Abbiamo bisogno di più poli universitari» afferma, contrastando con decisione la retorica che punta il dito sul numero eccessivo di atenei in Italia: «Devono essere centrati sulle materie per cui c'è maggiore richiesta», però: e contemporaneamente andrebbe fatto «un piano complessivo che dica quante persone formare».

    Alfonso Fuggetta discute con la fondatrice della Repubblica degli Stagisti Eleonora Voltolina anche lo spinoso tema dei salari bassi e dei giovani sottopagati, con una riflessione  schietta su come sia spesso la pubblica amministrazione a proporre le retribuzioni più basse, per esempio con le gare e gli appalti al massimo ribasso. E allora bisognerebbe pretendere uno «Stato che paga bene, che paga il giusto», e che non sia invece il primo  «a generare la compressioni dei salari: se il pubblico iniziasse a spendere in maniera più responsabile i suoi soldi, probabilmente un effetto positivo sul mercato lo si avrebbe». Perché anche alle aziende private arriverebbe un buon esempio che ora manca.

    Il libro del cuore di Alfonso Fuggetta è “La quinta disciplina” di Peter M. Senge, docente al MIT di Boston, pubblicato in italiano da Sperling & Kupfer con il sottotitolo “L'arte e la pratica dell'apprendimento organizzativo”. Ma Fuggetta suggerisce accanto a questo anche un grande classico della narrativa, “Il gioco delle perle di vetro” di Hermann Hesse (Mondadori), «che racconta tra l'altro la storia di un educatore: il suo discorso finale prima di abbandonare la comunità di Castalia è una cosa meravigliosa, che  dovrebbe essere anche l'ispirazione di tutti noi docenti – e non solo».

    Mehr anzeigen Weniger anzeigen
    44 Min.
  • Non c'è niente di cui vergognarsi ad andare dallo psicologo: la terapia online può abbattere i muri
    Oct 11 2023

    In questo episodio parliamo di come internet può servire a creare un servizio per le persone, a creare lavoro, e contemporaneamente anche a cambiare la percezione rispetto a un tema importante come quello della salute mentale. Lo facciamo con Corena Pezzella, HR manager di Unobravo,  start-up che fornisce un servizio di psicologia online.

    «I pregiudizi sulla psicoterapia sono innumerevoli: il primo, "dallo psicologo ci vanno i matti", è quello più duro a morire» dice Pezzella nel corso dell'episodio, registrato live all'università Cattolica di Milano: «Ma la maggior parte delle persone che vanno in psicoterapia ci vanno per problematiche che riguardano la vita di tutti i giorni: relazioni amorose, difficoltà lavorative». 

    Il fatto di aver creato ex novo una piattaforma online, eliminando così per i pazienti l'atto fisico di varcare la soglia dello studio medico e sedersi sul famigerato "lettino", è una delle chiavi del  successo di UnoBravo, così come «la democraticizzazione della terapia» dice ancora Pezzella: «Noi abbiamo dei costi contenuti che rendono la terapia effettivamente accessibile a tutti». 

    Con Corena Pezzella la direttrice della Repubblica degli Stagisti Eleonora Voltolina affronta anche il tema generale della salute mentale in Italia: «All'estero, in particolare nel Regno Unito, in cui c'è molta più attenzione» dice Pezzella: «Il medico di base fa tante più domande relative al benessere psicologico, c'è  più attenzione anche sul luogo di lavoro. In Italia dobbiamo lavorare ancora un po'», per esempio facendo entrare gli psicologi «nelle scuole, nelle Asl, nei Comuni».

    Il libro del cuore di Corena Pezzella è "Il Punto" di David Means, pubblicato in italiano da Einaudi nella traduzione di Silvia Pareschi: una riflessione su «quanto un singolo evento possa cambiare completamente il significato della tua vita, o proprio la tua vita effettivamente per qualcosa che accade».

    Mehr anzeigen Weniger anzeigen
    38 Min.
Noch keine Rezensionen vorhanden