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  • La radio entra in scuole e campagne diventando voce quotidiana dell’Italia. - #Radiofollie - P15 - S1
    Feb 18 2026

    19 aprile 1933: la radio cambia per sempre il suo ruolo in Italia.

    Nascono le trasmissioni per la scuola e per il mondo rurale: la radio entra nelle classi, nelle case di campagna, nei campi.

    Diventa maestra, compagna di lavoro e strumento di unione nazionale, ma anche mezzo attraverso cui il potere parla direttamente al Paese.

    Tra lezioni, musica e nuove professionalità radiofoniche, iniziano a emergere voci e simboli destinati a restare nella storia: da Trio Lescano, fino alle grandi voci liriche come Giacomo Lauri Volpi, mentre nelle scuole e nelle accademie si formano i futuri protagonisti della comunicazione, come Nicoletta Orsomando.

    È l’inizio della radio come voce quotidiana degli italiani: informazione, cultura, musica… e identità nazionale, un suono alla volta.

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    45 Min.
  • Negli anni ’30 la musica dell’EIAR trasformava ogni nota in emozione, unendo case, cuori e ricordi in un piccolo viaggio nel tempo. - #Radiofollie - P14 - S1
    Feb 10 2026

    Negli anni ’30 la musica dell’EIAR attraversava le case italiane, portando con sé un mondo di emozioni, sogni e ricordi.

    Ogni nota, ogni serenata, ogni valzer era un filo invisibile che univa città e campagne, salotti e cucine, bambini e anziani, tutti sospesi tra realtà e immaginazione.

    Le voci dei grandi interpreti, le orchestre dal vivo, il ritmo dei giradischi a 78 giri trasformavano l’ascolto in un vero e proprio viaggio nel tempo: ogni canzone diventava carezza, abbraccio, piccola magia.

    La radio non trasmetteva solo musica, ma emozioni capaci di attraversare le distanze, di raccontare storie, di far vibrare il cuore anche a chi non era presente, facendo di ogni ascolto un momento condiviso e indimenticabile.

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    39 Min.
  • 1930, Prato Smeraldo: nasce il cuore della radio italiana, dove voci e musica uniscono il Paese attraverso le onde. - #Radiofollie - P13 - S1
    Feb 4 2026

    Nel 1930 nasce il Centro di Trasmissione Imperiale di Prato Smeraldo, cuore pulsante della radio italiana e la più potente struttura trasmittente d’Europa.

    Da qui le onde corte portano voci, musica e notizie in ogni angolo del Paese… e oltre, fino alle comunità italiane all’estero.

    Dalle partite di calcio alle notizie del Giornale Radio, dalle rubriche di moda ai brani della Voce del Padrone, la radio diventa un filo invisibile che unisce città, campagne e persone, trasformando l’ascolto in un’esperienza collettiva.

    Prato Smeraldo è più di un centro tecnologico: è poesia e magia, valvole incandescenti, antenne che sfidano il cielo e voci che attraversano il silenzio, entrando nelle case e nei cuori degli italiani.

    La radio non è più un lusso: è compagnia, memoria, emozione… e un ponte invisibile tra passato e futuro.

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    36 Min.
  • “L’Uccellino della Radio” racconta la magia dei primi segnali radiofonici italiani: un piccolo suono capace di unire persone, case e sogni. - #Radiofollie - P12 - S1
    Jan 27 2026

    In questa puntata di Radiofollie, Robby accompagna l’ascoltatore alle origini della radio italiana, quando un semplice segnale sonoro — l’Uccellino della Radio — trasformava l’attesa in emozione e il silenzio in racconto.

    Tra musiche d’epoca, aneddoti, studi EIAR e atmosfere degli anni Trenta e Quaranta, la radio prende forma come strumento di unione, intrattenimento e sogno collettivo.

    Un omaggio delicato e narrativo a una radio ancora bambina, fragile e imperfetta, ma già capace di parlare al cuore e di far sentire ogni ascoltatore parte di qualcosa di più grande.

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    27 Min.
  • Negli anni ’20 nasce la radio in Italia: voci, musica e storie che uniscono il Paese e diventano la voce quotidiana di tutti. - #Radiofollie - P11 - S1
    Jan 24 2026

    Negli anni ’20 nasce la radio in Italia: un lusso per pochi, ma già capace di trasformare il silenzio delle case in musica, voci e emozioni.

    Con l’URI e poi l’EIAR, la radio diventa istituzione, entra nelle case, nei bar, nelle scuole… e unisce l’Italia con un filo invisibile fatto di suoni e storie.

    Dagli anni ’30 la radio cresce, tra orchestre, annunciatori e rubriche, diventando la voce quotidiana di un Paese intero.

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    29 Min.
  • Dal 1924, Radio Milano trasforma una voce tremante in un coro che racconta la città, la musica e le emozioni di ogni ascoltatore. - #Radiofollie - P9 - S1
    Jan 16 2026

    Nel 1924 Milano profuma di carbone, benzina e modernità: dai tetti di Corso Italia 22 partono le prime onde di Radio Milano, e l’intera città ascolta stupita, dai bar della periferia ai salotti borghesi.

    Tra trasmissioni di musica, bollettini finanziari e rubriche di moda, la radio diventa rito collettivo, magia quotidiana, filo invisibile che unisce ascoltatori e tecnici appassionati.

    Durante la guerra, tra allarmi e bombardamenti, ogni microfono diventa un simbolo: resistenza, passione, dedizione.

    Negli anni ’50 nasce la nuova sede di Corso Sempione, tempio moderno del suono, laboratorio di musica, intrattenimento e prime prove televisive: da Mike Bongiorno a Corrado, da Arbore a grandi orchestre, qui la voce di Milano diventa coro nazionale.

    Una storia di tecnica, emozione e speranza… che ogni volta che accendiamo un microfono torna a vivere.

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    20 Min.
  • Una voce pioniera apre le trasmissioni e dà inizio a una nuova magia sonora. - #Radiofollie - P8 - S1
    Dec 17 2025

    Il 27 agosto 1924 nasce l’Unione Radiofonica Italiana, primo battito della radio nel nostro Paese, frutto di pionieri, aziende e sogni che fanno viaggiare la voce nell’aria.

    Per anni si credette che la prima annunciatrice fosse Maria Luisa Boncompagni, ma solo nel 1997 una registrazione ritrovata restituì la verità alla voce di Ines Viviani Donarelli.

    Agli inizi la radio è semplice e fragile: poche ore di trasmissione, musica, bollettini e voci destinate a svanire nell’etere, mentre gli apparecchi passano da oggetti di lusso a presenza domestica.

    Tra studi improvvisati e grande passione, figure come Maria Luisa Boncompagni costruiscono ogni giorno un linguaggio nuovo, dando forma alla magia sonora che insegna all’Italia ad ascoltare.

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    21 Min.
  • La radio sotto il cuscino guidava le notti italiane tra Notturno, inno di mezzanotte e bollettino dei naviganti, portando il mondo e il mare fin dentro casa. - #Radiofollie - P7 - S1
    Dec 8 2025

    Una piccola radio a transistor, nascosta sotto il cuscino, apre le porte al mondo notturno della radio italiana, tra voci lontane e intimità domestica. Il Notturno Italiano, l’Inno di mezzanotte e il solenne “Signore e Signori, buonanotte” diventano riti condivisi dagli italiani ovunque. All’alba, le campane radiofoniche e la musica scelta con cura accompagnano il risveglio del Paese, fino al poetico bollettino dei naviganti. Tra porti, venti e maree, la magia si chiude con “Gente di mare”, mentre la piccola radio sotto il cuscino continua a brillare come una lanterna sonora.

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    16 Min.