Folgen

  • Ep.125 - Nancy Brilli
    Feb 20 2026
    Dice di non aver cercato questo lavoro: è stato lui a cercare lei. Racconta di un ingresso nel cinema casuale, senza vocazione né «fuoco sacro», ma di essere finita così a studiare «in palcoscenico» e non a scuola. In questa intervista a Malcom Pagani, Nancy Brilli racconta l’infanzia segnata dalla morte della madre, una grande solitudine e un bisogno di essere vista, una «falla d’amore» riempita negli anni dal rapporto con il pubblico. Parla del valore del lavoro, dicendo le persone che costruiscono, che si danno da fare, le «piacciono proprio». Spiega di aver sempre cercato compagni con gran senso dell’umorismo e di non essere rancorosa né vendicativa, ma di non dimenticare «per non farsi male di nuovo». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
    Mehr anzeigen Weniger anzeigen
    1 Std. und 13 Min.
  • Ep.124 - Nicolangelo Gelormini
    Feb 13 2026
    Si ricorda come un bambino timido e balbuziente e che cercava rifugio nell’immaginazione e nell’osservazione, ma i suoi primi ricordi «non si possono dire» perché hanno a che fare con «impulsi e pulsioni». In questa intervista con Malcom Pagani, Nicolangelo Gelormini racconta di essere cresciuto al Vomero, quartiere della nuova borghesia napoletana, e che la sua prima folgorazione cinematografica è il nudo di Isabella Rossellini in “Velluto blu” di David Lynch. Parla dell’ossessione necessaria al mestiere, di un «cul-de-sac emotivo» e di una «relazione tossica». E racconta del suo primo lungometraggio, un film duro, che nasce perché «se una cosa è difficile la vado a fare» e perché il cinema, dice, non è cronaca ma «porre un interrogativo». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
    Mehr anzeigen Weniger anzeigen
    1 Std.
  • Ep.123 - Antonio Albanese
    Feb 6 2026
    Quando disse che avrebbe lasciato il suo lavoro in fabbrica per «provare a fare l’attore», il padre gli rispose: «Sono cazzi tuoi». In questa intervista con Malcom Pagani, Antonio Albanese racconta il suo amore per l’arte, la politica e per le persone, soprattutto quelle che «hanno cercato di ottenere qualcosa ma non ce l’hanno fatta». Racconta quanto sia affascinato dalla gente, osservarne caratteri e reazioni per il piacere di studiare l’umano, fonte inesauribile per la comicità, «forma d’arte altissima» fatta di corpo, ritmo, rischio e tenerezza. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
    Mehr anzeigen Weniger anzeigen
    1 Std.
  • Ep.122 - Miriam Leone
    Jan 30 2026
    Dice che il «non detto», a volte necessario, elegante, educato, l’ha imparato da bambina, osservando le nonne cucire, immerse in «un ritmo lento» e «tanto silenzio». In questa intervista con Malcom Pagani, Miriam Leone racconta una Sicilia di «fame come valore sacro», di rispetto, di luci da spegnere. Le sue parole attraversano l’infanzia, la fuga dall’asilo, il bisogno di «spostare il limite più in là», fino alla frattura decisiva, quando dopo aver vinto il concorso di Miss Italia ha «preso questa valigia» e a casa non è più tornata. Il cinema diventa allora il luogo in cui attraversare crisi, maschere e cambiamenti, perché «la vita non è lineare». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
    Mehr anzeigen Weniger anzeigen
    1 Std. und 12 Min.
  • Ep.121 - Claudia Pandolfi
    Jan 23 2026
    Raccontarsi, dice, «è un’arma a doppio taglio» perché «svelarsi troppo non è furbo»: ci sono i film che parlano per te. In questa intervista con Malcom Pagani, Claudia Pandolfi ripercorre l’infanzia a Montesacro, cresciuta in una famiglia numerosa, popolare, «con vizi e virtù», verità e affetto, segnata da grandi aspettative e da uno sguardo d’amore quasi «patologico». Racconta di aver smesso presto di preoccuparsi del giudizio altrui quando ha capito che «uno si aspetta sempre la tempesta, la valanga, il buco nero» e invece «forse anche gli altri dimenticano presto». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
    Mehr anzeigen Weniger anzeigen
    1 Std. und 1 Min.
  • Ep.120 - Anna Ferzetti
    Jan 16 2026
    Spiega di tenersi i ricordi e di non essere pronta a lasciarli andare. «Vivo anch’io di passato», dice, definendosi «estremamente malinconica». In questa intervista a Malcom Pagani, Anna Ferzetti racconta così il proprio tempo: di attese e «alchimie», di cose che arrivano quando devono arrivare e mai «per caso», come uno spettacolo pensato dieci anni prima insieme a Pierfrancesco Favino e non fatto subito, «perché non era il momento giusto». Ferzetti racconta della casa di famiglia che è riuscita a ricomprare da sola, di un padre simile al Mariano De Santis interpretato da Toni Servillo nel film “La grazia”, e parla di sincerità come scelta necessaria, perché tanto «la vita è uno sputo breve» e lei non ha più voglia di bugie. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
    Mehr anzeigen Weniger anzeigen
    1 Std. und 15 Min.
  • Ep.119 - Enrica Bonaccorti
    Jan 9 2026
    Figlia di un ufficiale di polizia ferroviaria ed ex partigiano, passa l’infanzia spostandosi da una città all’altra, crescendo nelle caserme e in mezzo agli uomini in divisa. A diciannove anni attraversa in autostop il ’68 e scopre il teatro, salendo sul palco spesso per sostituzione, alzando la mano e dicendo: «Magari ci posso provare io». Mai «abbastanza intelligente da essere cinica», in questa intervista a Malcom Pagani Enrica Bonaccorti racconta «al confine della vita» la sua carriera, come la televisione sia arrivata da lei quasi per caso per cambiarle l’esistenza, il rapporto di rispetto immediato con il pubblico e un successo che non ha cercato. Bonaccorti parla poi della malattia e rifiuta ogni retorica e «i funerali anticipati», rivendicando l’ironia come atto salvifico e un’unica urgenza: «Vivere bene quando c’è da vivere e basta». Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
    Mehr anzeigen Weniger anzeigen
    1 Std. und 5 Min.
  • Ep.118 - Damiano Michieletto
    Dec 19 2025
    Da ragazzo aggiustava biciclette nella rimessa dello zio a Scorzè, in provincia di Venezia, un hinterland di lentezze, noia e dialetto, dove l’idea di «tirarsi su le maniche» è una regola non scritta. È lì che impara l’ingegno e il lavoro manuale, mentre scrive canzoni e consuma nastri di musica classica su un mangiacassette. Da adulto, salito in sella, pedala fino ai grandi palcoscenici internazionali, diventando uno dei registi d’opera più apprezzati ma senza mai smettere di sentirsi «orgogliosamente un provinciale», ancorato all’idea semplice e ostinata di mettersi alla prova senza smettere di sentirsi libero. In questa intervista a Malcom Pagani, Damiano Michieletto racconta cosa significa per lui l’ispirazione: mettersi davanti a un foglio bianco per provare ad accendere una scintilla e rimanere se stessi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
    Mehr anzeigen Weniger anzeigen
    1 Std. und 17 Min.