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Autor: Il Napolista - Podcast
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L'appuntamento, per i lettori del Napolista e non solo, con il direttore Massimiliano Gallo e il suo punto di vista su quello che avviene nel calcio, nello sport e nel mondo.Copyright Il Napolista - Podcast Piłka nożna Polityka i rządy
  • S1E15 - Quelle ad Allegri non sono critiche ma rese dei conti
    Nov 3 2026
    Massimiliano Allegri contro tutti. È da dieci anni, forse più, che la narrazione del calcio italiano ruota attorno all'ostilità nei confronti di Allegri. Che ha il torto - secondo loro - di sostenere la primazia della tecnica sulla tattica. Il tecnico livornese smonta alla radice l'impalcatura dell'odierna narrazione che ci propinano i commentatori, come se fosse una partita a scacchi o una battaglia navale. O una partita alla PlayStation.

    Adesso i numeri del Napoli di Allegri sono pessimi, siamo nei dintorni del disaatro. Ma le critiche sembrano rese dei conti. Lo attendono al varco. Non vogliono che alleni. Impazziscono all'idea che abbia ancora una panchina, come se non si trattasse di uno dei cinque allenatori italiani più forti degli ultimi vent'anni.

    La crisi del Napoli non c'entra niente con le assurde critiche che perseguitano Allegri: è superato, non studia, non si aggiorna. Allegri ha funzionato anche nella seconda parentesi alla Juventus. Chi è arrivato dopo di lui, ha fatto peggio di lui. E Amorim al Milan ha potuto fare affidamento su una campagna acquisti da 150 milioni (e al momento i punti in classifica sono gli stessi di Allegri).

    Al Napoli sta andando male. Molto male. Ma per altri motivi. Il Napoli non sembra una sua squadra. Non capisce i momenti della partita. Non è solo responsabilità sua, la società lo sa bene. Certo lui ha una discreta fetta della torta di responsabiità. Soprattutto perché si tratta di un grande allenatore. E da lui ci si aspetta sempre moltissimo.
    Rozwiń Zwiń
    9 min
  • S1E14 - Esonerare Allegri? No. Ma il Napoli non è ancora una squadra
    Nov 2 2026
    È giunto il momento di esonerare Allegri? Secondo noi no. Il Napoli esce male da Torino: brutta sconfitta, brutto passo indietro. Quarta sconfitta in dieci partite, nove punti dal quarto posto. Siamo nei dintorni del disastro, con tutte le attenuanti degli infortuni.
    La cosa migliore della serata sono state le parole di Landucci: niente alibi, questa partita si poteva non perdere. Ma attenzione a dare la colpa a Marianucci per il gol di Alajbegovic. Prima di lui sono stati Beukema, Rrahmani, Badiashile: ogni volta c'è qualcuno che non regge. Gli errori sono i sintomi, la malattia è che il Napoli non ha trovato l'amalgama. Al 2 novembre non è ancora una squadra: non sa quando soffrire, quando colpire, quando buttare la palla in tribuna. Ed è responsabilità di Allegri, che non è venuto a capo del puzzle.
    Ma faccio fatica a immaginare che esonerarlo possa cambiare qualcosa. La società ha le sue colpe: si è incaponita nel dimostrare a Conte che la campagna acquisti dell'anno scorso non era fallimentare, e invece Lucca, Beukema e Lang non si sono rivelati all'altezza. Il Napoli si è impiccato a quel mercato. E da Manna, uno degli artefici della Next Gen della Juventus, mi sarei aspettato più ricerca di giovani pronti a esplodere.
    Ora ci sono due partite importanti, Porto e Lazio. L'aspetto più inquietante di Torino è stato il secondo tempo, a zero energia. Altre due prestazioni senza reazione e a quel punto le riflessioni potrebbero essere diverse.
    E voi che ne pensate? Scrivetelo nei commenti.
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    Rozwiń Zwiń
    6 min
  • S1E13 - Il campionato è vivo, l'Inter non lo ha ammazzato. Stasera Juve-Napoli, sfida tra malati
    Nov 1 2026
    Il campionato non è morto. L'Inter non lo ha ammazzato: è bello che vivo, non sta neanche in ospedale. La presunta ammazza-campionato non è la squadra dominatrice che ci hanno raccontato. È andata sotto col Napoli, con l'Udinese, a Roma, a Bologna, contro la Fiorentina perdeva al novantesimo. E ieri è stata spazzata via dal Milan.
    Il Milan è una signora squadra, soprattutto nelle partite secche. Anche con un centravanti ombra come Gonzalo Ramos ha tanti giocatori che possono andare in gol: bravo Cardinale a caricarli, bravo Amorim a metterli in campo. Ora è a quattro punti dall'Inter, che fatica anche in Champions. Non si può parlare di crisi, ma di un malessere che potrebbe diventare cronico.
    Oggi la Lazio può andare da sola in testa alla classifica: senza tifosi all'Olimpico vince quasi sempre. La Roma è a un punto dall'Inter, il Como può portarsi a due. È una grande ammucchiata e un'occasione persa per il Napoli. Pericolosa per il quarto posto, perché la soglia si alzerà molto.
    E stasera Juventus-Napoli: la sfida tra i due grandi malati del campionato, la Juve di Spalletti e il Napoli di Allegri.
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    Rozwiń Zwiń
    4 min
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