A come...Arrivo con Anna Congiu
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Über diesen Titel
Cosa significa avere 23 anni, studiare Scienze Naturali, lavorare la sera in un pub e sognare l’Africa, i parchi naturali e la tutela degli animali in via d’estinzione? In questo nuovo episodio di “A come puntini puntini” conosci Anna Congiu, mia nipote, studentessa, barista, educatrice cinofila e capo scout, che ha un obiettivo chiarissimo: diventare Animal Keeper e lavorare a stretto contatto con gli animali in luoghi come il Kruger Park e il Sudafrica.Parliamo di sogni e realtà: di come in Italia il lavoro nel campo della conservazione sia spesso precario e poco riconosciuto, di volontariato tra fenicotteri e censimenti a Molentargius, di lauree, magistrali, specializzazioni in ornitologia e di cosa significhi, oggi, provare a costruirsi una vita in questo settore. Anna racconta perché preferisce fare esperienza sul campo, partire all’estero, partecipare a workshop, stage e progetti di ricerca, invece di chiudersi solo in laboratorio o in aula.Nel mezzo, una parte molto personale: la scoperta dell’ADHD (disturbo dell’attenzione con iperattività) e della discalculia, la fatica di concentrarsi, il blocco davanti ai libri, gli esami di matematica ripetuti sette volte e la soddisfazione di superarli grazie a una strategia di studio diversa e più adatta al suo modo di pensare. Condivide come cambia il rapporto con se stessi quando arriva una diagnosi, tra sollievo, spaesamento e la necessità di imparare a gestire il proprio cervello invece di giudicarsi “pigri” o “incostanti”.C’è spazio anche per parlare di lavoro giovanile: fare la barista, i lavori considerati “umili”, la pressione sociale ad avere un “lavoro prestigioso”, la fuga all’estero e il dilemma tra restare in Sardegna o partire. Anna offre il suo punto di vista sulla sua generazione, sul bisogno di sentirsi indipendenti, sulla voglia di accumulare esperienze più che restare 40 anni nello stesso posto, e su quanta ansia da prestazione nasca dal confronto continuo con i coetanei.Lo scoutismo è il suo filo rosso: da quando aveva 6–7 anni è il luogo in cui si sente davvero sé stessa, dove cresce, educa e viene educata, dove prova a trasmettere ai ragazzi lo stesso stile di vita che ha ricevuto. Tra vita all’aria aperta, campo naturalistico e desiderio di “avere le mani nella terra”, emerge l’immagine di una ragazza che non vuole solo studiare i libri, ma vivere sul serio la natura che ama.
