Il genio con due dita che ingannò i nazisti: La storia di Django Reinhardt
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Come può un uomo analfabeta, che ha imparato a firmare il proprio nome solo da adulto e con una mano gravemente menomata, riscrivere la storia della musica?
In questo episodio di Note a Margine, accendiamo i riflettori su Jean "Django" Reinhardt, il padre del Gypsy Jazz. La sua leggenda nasce da una tragedia: nel 1928, l'incendio della sua carovana gli costò quasi la vita e l'uso della mano sinistra. Rifiutando l'amputazione, Django inventò una tecnica rivoluzionaria usando solo due dita, trasformando un limite fisico in un virtuosismo mai sentito prima.
Ma la sua vita fu un continuo assolo di sopravvivenza e follia. Scopriremo:
- Il jazz sotto l'Occupazione: Mentre il suo popolo subiva il Porajmos e il jazz era bollato come "musica degenerata", Django divenne una star nella Parigi occupata dai nazisti, protetto da un ufficiale tedesco fanatico di swing. La sua "Nuages" divenne, paradossalmente, un inno di speranza per la resistenza francese.
- Il disastro americano: Il tragicomico tour con Duke Ellington nel 1946. Django arrivò a New York senza chitarra (convinto che i liutai americani gliele avrebbero regalate) e rischiò di rovinare tutto preferendo il biliardo e la pesca alle prove alla Carnegie Hall.
- L'anima nomade: Un uomo che considerava le chitarre americane "pentole di latta" e che, pur guadagnando fortune, rimase fedele allo spirito della carovana fino alla fine.
Un viaggio sulle corde di "Colui che si sveglia" (il significato del nome Django), l'uomo che ha insegnato al mondo che non servono dieci dita per toccare il cielo.
🔊 Ascolta ora la storia dell'acrobata della sei corde.
